Al mare protezione totale per proteggersi dalle scottature e flessibilità d’animo per arginare gli inquinanti emozionali.

Fare costantemente la sintesi tra gli opposti è una competenza esistenziale, ed artistica, che migliora la qualità della nostra vita. In vacanza poi, con i ritmi di frenetiche programmazioni, relazioni e interazioni intense, diviene un arte essenziale da portare ovunque.

Essere flessibili, accoglienti e saper armonizzare, migliora la vita perché ci libera dal sequestro emozionale del pensiero labirintico e dalla rigidità con noi e con gli altri tipica della visione unica delle cose.

Posizioniamo quindi il nostro Io decisionale sulla modalità “sintesi degli opposti”; è una posizione di vita che non discrimina ma accoglie. Io ne ho sentito parlare per la prima volta studiando il pensiero di Antonio Mercurio negli anni della mia ricerca. E’ una saggezza diffusa.

Prendiamo 2 opposti per eccellenza, la felicità e la sofferenza. Desideriamo tutti allontanare, o scacciare via, il malessere e la sofferenza e vogliamo invece massimizzare benessere e felicità”.

Purtroppo pur desiderandolo tutti, e tanto, succede frequentemente che la meta sfugge sempre in avanti. L’arte della sintesi degli opposti è il modo per accorciare la distanza, avvicinare al tempo presente il miglior godimento possibile.

L’attitudine a “sintetizzare” è presente in ognuno di noi. Diverso è, certamente, il grado di utilizzo cosciente che ne facciamo.

Nell’ambito delle emozioni non ci sono emozioni superiori ad altre. Se guardassimo la nostra vita come in un caleidoscopio vedremo che ciascuna emozione contribuisce con la propria forma e colorazione alla meraviglia. Si tutte, anche quelle “puzzose” e che non ci piacciono proprio, quelle che pagheremmo per non averle.

La conoscenza delle nostre emozioni, la conoscenza delle nostre parti, sono pilastri di consapevolezza su cui si costruisce la qualità della nostra vita.

In tempo estivo quindi ecco il mio invito all’accoglienza, ed occhi e cuore sempre aperti e curiosi verso la conoscenza. Consideriamo tutta la nostra vita, quello che c’è stato e quello che c’è. Accettiamo l’eredità che abbiamo ricevuto e tutto ciò che abbiamo sin qui fatto. Senza astio, e con amore sia per le parti luminose che per quelle no, teniamo salda la presa sul timone e andiamo, speranzosi, verso la meta che fa vibrare il nostro cuore fisico e spirituale.

Ogni felicità ha in se il sapore della sofferenza, come il fiore che, se guardato in profondità, rivela la spazzatura, il suolo, il compost da cui è nato. Sappiamo che senza compost non c’è alcun fiore. Quindi, nel contatto profondo col fiore, entri in contatto anche col compost che il fiore ha ancora in sè (Thich Nhat Hanh)

Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior ( F. De Andrè)

Senza discrimine verso i diamanti, che non me ne vogliamo🤣. E’ solo un uso simbolico.

Per chi va in vacanza, o è tornato, o si sta programmando l’invito ad essere accoglienti è fondamentale. Chissà quante cose non sono andate, o non andranno, come desideriamo. Siamo attenti alla reattività, riconosciamola. Fermiamo prima che possiamo il giudizio verso gli altri e verso noi stessi. Attenti alle posizioni estreme ed all’orgoglio che si avvampa per un niente. Sono inquinanti emozionali e sono pronti a fare il loro lavoro, cioè inquinare. Armonizzare quanto avete fatto, o farete, ricavate dentro di voi spazio di accoglienza e flessibilità per non rovinarvi la vacanza. Avete fatto, state facendo e farete del vostro meglio e siete pronti ad accogliere i nuovi stimoli che la vita vi metterà davanti. Poi, quindi, dopo le vacanze le stesse cose modalità non mettiamole in soffitta ma portiamocele sempre nel taschino delle nostre cose care e potenti, usiamole tanto, non si consumano…anzi più le usiamo e più funzionano.

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