La ricerca di verità è un esercizio piacevole con cui la mente umana ama tanto trastullarsi, seguita molto da vicino dalle dall’esercizio della bocca di abbuffarsi di cioccolatini e ciliege. L’esercizio del pensiero rientra nella categoria “spaccacapello in 4…poi 8…poi 16…” (ed è risaputo come spacca, anche, altro). E’ una disciplina che ha molti iscritti, in aumento di anno in anno, praticabile ovunque e non richiede alcun tipo di iscrizione e/o attrezzatura. Gli iscritti si confrontano sia on line che dal vivo al bar, a lavoro, in famiglia, con gli amici, allo stadio ecc. Riuscire a vincere il campionato delle “seghe mentali” è tuttavia molto impegnativo e tra i partecipanti non ha attecchito ancora il valore del fair play. Senza esclusione di colpi si va verso l’ambito trofeo dell'”Ho ragione io”. I festeggiamenti per il vincitore tuttavia durano molto poco perché nuove confutazioni hanno già dimostrato il contrario… . E’ un campionato molto divertente, molti ci si dedicano per tutta la vita sapete? Non ha tuttavia un gran seguito e rimane prevalentemente un fatto personale o una questione a due o tre o – per i super professionisti – con tutti. Da tempo la TV, i social hanno dirottato investimenti in altre discipline come “la ricerca del colpevole” che, similarmente, ha moltissimi iscritti e sa pettinare le emozioni della gente trasferendo quel senso di superiorità di cui hanno tanto bisogno. I nostri eroi, gli “spaccacapello” si sono arroccati intanto sulle carcasse delle “questioni di principio” che immancabili continuano, come l’oro nei periodo di crisi, ad essere una posizione di rifugio. La verità assoluta, lo sanno bene coloro che hanno abbandonato queste disciplina e si sono iscritti ai laboratori di “essere felici”, diciamolo a bassa voce per non disturbare gli “scappacapello” dai loro allenamenti, non esiste… eh niente…spiace.
