REFERENDUM 8-9 GIUGNO

Spero che possa essere rivisto il meccanismo del quorum, o che su tale tema si possa aprire una riflessione e pensare, chissà, a dei correttivi.

Oggi e domani si vota quindi. Molti non andranno a votare, molti non sono d’accordo sui quesiti e sono favorevoli al no, opinione rispettabile.

Molti hanno detto di NO ad alcuni quesiti, ad esempio quello della estensione della solidarietà in tema di infortuni.

Credo ci si confonda tra le questioni di logica, ad esempio: “che responsabilità ho io se un altra ( impresa) non rispetta le regole, deve essere lo stato a controllare!”, ed il dato di realtà.

Concordo che lo stato deve fare il suo lavoro, c’è una grande domanda di “stato” che faccia, appunto, “lo Stato” e che quindi applichi e faccia applicare le leggi.

Condordo, dicevo, con l’idea di stato ma la realtà suggerisce che vanno cercate altre soluzioni, anche.

L’idea di Stato ideale non corrisponde – frequentemente – alla realtà dello Stato che, piuttosto, percepiamo come colpevole di assenza. In questa assenza che si può tradurre in inadempienze ed incapacità, beninteso, si infilano anche tutte le nostre responsabilità. Siamo tutti consapevoli – fini a prova contraria – di cosa è giusto o sbagliato – lo sanno le imprese e lo sanno gli individuo. Ciononostante mi arriva come un rosario anche il mood latente: “che me ne frega … e se succede qualcosa sono cavoli loro”. Questo mood, questo sentimento o questa strategia di sopravvivenza (illusoria beninteso) è forza politica trasversale. Chi la sa governare con proclami semplicistici e di mera propaganda ha molti fans e, purtroppo, elettori che li seguiranno fino all’arrivo del prossimo spacciatore di soluzioni mirabolanti e soprattutto deresponsabilizzanti trovando un nuovo capro espiatorio.

Oggi in sintesi e realtà alla mani si propone se migliorare la condizione di molti che per necessità potrebbero trovarsi ad accettare lavori in cui la sicurezza magari è un optional. Io voto e voterò SI. E’ un fatto di visione della vita.

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