L’aggressività umana è energia anch’essa, e cerca come vulcano attivo un varco per eruttare. Dicono gli studiosi di Freud che l’elaborazione di pensiero intorno alla pulsione di morte, ovvero della aggressività, fu limpida nella testa dell’autore dopo la partecipazione I guerra mondiale. Dopo quel primo evento bellico, mondiale, ve n’è stato un secondo, poi ne sono seguiti altri “territoriali” all’interno della cornice di di quella “fredda”; poi sono arrivate quelle di libertà e poi quelle di liberazione di popoli e/o di etnie e poi contro i terroristi, quelle contro i narcotrafficanti. La verità la sapete però, lo sappiamo tutti. Le guerre si fanno solo per potere e per denaro.
Ieri eravamo attoniti. Orecchie e occhi percepivano messaggi del pazzo americano che godeva come un riccio e prenotando la fine di una civiltà. E noi increduli, anestetizzati ed impotenti di fronte all’irreale, eppure, manifesto proclama di morte. La volontà di dominio, spavalda e fiera, glorifica la propria jubris di potenza. Si erge a vittoriosa sui nemici acchittata in proclami altisonanti davanti ad una platea di occhi increduli ed ingolfati dalla narcotica indolenza al sangue, all’assurdo, all’attesa del nuovo livello di degrado e indolenza umana.
L’aggressività è in ascesa di consensi. Essa trova nell’inerzia, di tutti, la complicità camuffata con parole di condanna. Parole ormai inutili e stucchevoli ed insopportabili alle orecchie di chi non vuol più sentire parole. A produrre effetto l’unica azione possibile è quei popoli e delle loro mani, a riprendersi il potere e detronizzare i ciarlatani, gli incapaci, i manipolatori ed i pazzi.

La tregua, parola nobile divenuta ora un eufemismo per continuare ad “ammazzare” dietro la nebbia illusoria di un minor scalpore. Gli impegni sono costantemente disattesi e gli “accordi” hanno sono tessuti a maglie larghe cosche, nell’involucro ipocrita di questa parola svuotata, gli attori possono continuare ad aggredirsi ed aggredire, correggere il tiro e ricominciare.
La tregua di questa notte è stata accettata perché il pazzo americano ha parlato troppo e male, aveva bisogno di un aiuto per disattendere il suo stesso folle intendimento.
Che ci sia un limite alla follia? Che la pulsione di vita possa essere non del tutto sopita? Che sia da ricercare nelle pieghe e nei campi di corpi e città rase al suolo?
E’ tutto assurdo, brutto e pericoloso. Dobbiamo invertire questo corso energetico di questa spirale di distruzione, amplificare le forze si vita che si insinuano tra macerie e occhi. Dobbiamo coltivare, essere e divenire il contrario di tutto questo, lottare bene e senza esitazione contro il buio per non lasciare che occluda ai nostri occhi la lucida visione di una esistenza da salvare. Divenire guerrieri…della luce contro le ombre.