“L’indispensabile” ovunque.

La missione Artemis II mi ha incuriosito, la sera del lancio ho atteso per vedere la diretta e poi, nei giorni successivi, ho cercato video dallo spazio. Devo dire, tuttavia, con mio disincanto che la ricerca non ha trovato quanto mi attendevo. Ho percepito, piuttosto, intorno a questo evento uno scarso interesse.

Mia madre ha commentato con un lapidario “ma che ci vanno a fare! che spendono un sacco di soldi!”. Già…che ci vanno a fare?

Ammetto che anch’io, se ci penso, non so dare una risposta di senso al perché ci vanno. La risposta verrà con il tempo. Chissà, forse tra un paio di secoli, quando i viaggi spaziali saranno indispensabile normalità dei nuovi esseri umani. Chissà, si studieranno questi lanci come gli eventi fondativi della nuova realtà umana. Chissà!

Certi eventi storici si sono realizzati sempre come progetto di un gruppo ristretto di persone mentre il resto dell’umanità guardava alle cose vicine. Molti commentatori descrivono i risultati delle scoperte figlie di questi viaggi nello spazio. Gli esperimenti che vengono fatti, principalmente nella ISS, hanno già ricadute nel nostro quotidiano. In quanti ne abbiamo consapevolezza?

Oggi non riusciamo, noi del grande pubblico, a percepire il senso. Ingabbiati in una rete di continue minacce e continue emergenze per “campare” lasciamo poco spazio ai sogni.

Dopo il lancio, dicevo, ho atteso un pò nonostante l’abbiocco. Mi ha tenuto sveglio il senso di meraviglia, ero pronto a vedere quel volo da angolature nuove e con immagini spettacolari. A piccole dosi ogni tanto esce qualche video. Mentre scorro il giornale on line e dopo aver passato la trincea delle emergenze e paure trovo, ovvero ritrovo, la notizia che campeggia da giorni: ” Il racconto degli astronauti della Artemis 2, il bagno “con problemi” e l’entusiasmo di Christina Koch: “Sono l’idraulica spaziale” . Quindi il mio desiderio di notizie continua ad imbattersi in questo articolo.

Forse il clima mondiale è poco interessato ai viaggi nello spazio. Probabilmente accadeva lo stesso ai tempi degli esploratori terrestri che hanno faticato per avere risorse e sponsor per potere mettere in mare le loro spedizioni.

Forse è tutto nuovo e forse è tutto come sempre, intanto però è certo che seppur nello spazio ci portano i sogni e le passioni la natura umana comunque ci accompagna, ed il bagno è indispensabile. Abbiamo esigenze di sogni, visioni che ci guidano ed abbiamo priorità del corpo, anch’esse fondamentali. Nelle case dei nostri nonni, prima dell’esistenza dei servizi igienici, vi era il vaso da notte, denominato in molte parti d’Italia”l’Indispensabile”. Ci sono cose che cambiano e ci sono cose che non cambiano.

Buona Pasqua a tutti da un posto del pianeta terra, amante dei film sui viaggi spaziali.

Una risposta a "“L’indispensabile” ovunque."

  1. Emerge dalla memoria di qualche lettura di secoli fa, la frase di un critico (non ricordo chi) che diceva dell impossibilità di godere della visione di un opera d arte quando ti scappa di pisciare… Come a dire che i bisogni primari vanno cmq soddisfatti, che prima arriva il corpo e solo dopo tutta la narrazione che ne facciamo.

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