Vi capita a volte, dopo che avete fatto una cosa, di provate un senso di insoddisfazione e di pensare: “ma perché l’ho fatto?”.
Avete messo a fuoco una situazione?
Ok. Se, come i succhi gastrici per quelli che soffrono di reflusso, vi capita di avere questo ritorno di emozione di insoddisfazione potete, come per i casi di reflusso, apportare comportamenti nuovi e risolutivi.
Detto sottovoce…io credo che in quei casi scavando e cercando potremmo scoprire che abbiamo agito sotto la spinta del viscido senso di colpa, che si intrufola.
Allora oggi voglio dire solo di valorizzare il senso di insoddisfazione quando arriva, troppo spesso si rivela una benedizione.
Perchè? Semplicemente perché ci sveglia.
La nostra cattolica ci ha nutrito anche di sensi di colpa (come sentimento) e penitenze (come soluzioni).
Le penitenze, l’ho detto centinaia di volte, non servono a nulla, sono sterili sofferenze che illudono ma non hanno nessun potere risolutivo. Alla penitenza preferisco l’azione attiva, umana, risolutiva ed evolutiva della RIPARAZIONE. La prima riparazione facciamola con noi stessi, volendoci bene e non mettendoci sopra il carico di giudizi.
Il senso di malessere e di insoddisfazione, quindi, a modo loro contengono un messaggio d’amore, piantiamolo nel nostro giardino interiore e prendiamocene cura.