Anima Europa

Le parole hanno un peso e, come è risaputo, possono fare molto male. Al bar se ne dicono tante, liberamente, su tutti gli argomenti del mondo, dal calcio alla politica alle macchine, la guerra…la guerra…la guerra.

Al bar è consentito essere leggeri!

Non è consentito essere leggeri, o volutamente provocatori, invece a chi ricopre ruoli che, per magnitudo e “rilevanza”, penso debbano fare un uso delle parole più “pesato”.

Sono fortemente critico verso leader politici, nostrani e non, per il loro utilizzo delle parole – e le prese di posizione opportunistiche, alla ricerca di consensi facili sparandola grossa…proprio come fossero in un bar. Ma non sono al bar.

Non credo che siano sciocchi, tuttavia. E questo mi spaventa! Il linguaggio sciocco utilizzato dei leader politici come se fossero in un bar mi pare “voluto”. Ritengo sia voluto e finalizzato a catturare le emozioni superficiali delle persone e indirizzare le responsabilità sugli altri. Un pericolo si aggira trasversale, la massiva presenza e utilizzo dei social ci annebbia. Facile scivolare dal ruoli attivo di cittadini per ritrovarsi in quello passivo di “spettatori” di ciò che accade, e con la percezione di distanza (illusoria) propria di chi vede un film sapendo che è tutto finto o che comunque a loro non succederà nulla. Errore!!

Certi leader politici, penso a Trump ed ai suoi cortigiani, tra cui eccellono per zerbinismo gli italianissimi sovranisti Meloni e Salvini, fanno dell’uso della parola come un arma anestetica per il pensiero.

Trump sguscia come un anguilla, è instabile e non tiene un pensiero in vita per un giorno intero che subito dichiara l’opposto e manda tutto in vacca. Leader politici e persone non riescono a stargli dietro ed a imporgli uno Stop. Ad oggi lo percepisco: Umorale, rancoroso, vendicativo ma senza coraggio, arrogante, grezzo e volgare, offensivo persone e popoli, prepotente con i deboli e zerbino anche lui con chi – dall’altra parte del mondo – parla molto meno. In un bar che si rispetti avrebbe perso credibilità. Nel mondo degli “spettatori” il suo ciondolare come cow boy genera, più che pensiero e ragionamento, un approccio alle cose complesse con la stessa foga del tifo da stadio. Apre continuamente partite, stabilisce le regole, sceglie chi gioca, sceglie e predilige solo le “sue carte” escludendo chiunque non lo veneri e minaccia in continuazione di abbandonare ciò che lui ha iniziato. Un bambino capriccioso e viziato. Esclusi i ns zerbini sovranisti nostrani patetici sul piano delle relazioni internazionali emerge anche la mancanza, spero ancora per poco, di un leader europeo capace di trasformare gli attacchi assurdi di questi ultimi giorni di Trump e Musk in propellente – anche facendo leva sull’orgoglio se serve – affinché che possa fare da collante tra le tante anime di questo progetto – europeo – che sino ad oggi si sono mosse come pecore sparse.

Le parole possono essere boomerang, e me lo auguro. Io credo che dalle assurde, pericolose e irrispettose uscite di questi signori possa finalmente sollevarsi e aggirarsi per l’Europa un vento identitario a difesa del grande valore e del nostro grande potenziale, non per fare guerre, ma per essere guida di cultura e civiltà contro questi folli pecoroni.

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