Giochiamo a crescere.

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Ciao a tutti, vi ritrovate se dico che frequentemente abbiamo la tentazione o il bisogno di paragonarci agli altri vero? Ok, non lo faremo forse tutti ma tanti lo facciamo, a me almeno capita🤷‍♂️. Può essere che lo facciamo per trovare fuori – nell’altro, appunto – un punto di riferimento e che ci faccia in qualche modo da specchio per capire: “noi a che punto siamo”?

Ma attenzione però, dobbiamo essere cauti nell’uso di questo metodo e usarlo con saggezza e arte! Perché potrebbe capitare di essere “derubati” da seducenti e voluttuosi paragoni che – più che la sana “spinta a migliorarsi” – possono alimentare il bisogno di recriminare.

A volte gli “altri” ci fanno vedere a nostre parti e a cose per le quali non siamo proprio al top. Vediamo le cose che magari a noi non piace fare e che koro fanno, oppure vorremmo fare/avere le cose che vediamo altri fanno/hanno.

Una volta visto poi che facciamo?

Io consiglio di fare come Ulisse con il canto delle sirene. Omero fa passare Ulisse dalle sirene solo una volta affinché potesse ascoltare la profondità del suo desiderio profondo di bramosia di potere e di dominio. Come lui, io penso che sia bene anche per noi conoscere, vedere e sentire … ma poi andiamo avanti e portiamoci via da tali luoghi.

Ulisse saggiamente si è fatto legare per benino dai compagni e anche noi tenendoci fortemente all’amore mi raccomando. Stacchiamo la spina a questo gioco di recriminazione e puntiamo la prua verso la meta che ci piace, quella di riconoscerci il “pieno” che abbiamo e che “siamo”. Possiamo essere soddisfatti di noi perché facciamo il massimo e lavoriamo sodo sui muscoli e sullo spirito per trasformarci e fare sintesi continue tra cose belle e cose no. Facciamo arte?

Ciao cari 😊😊

Silenzio voci!

…Sccccc…

che si quietino le voci.

Di nuovo… finalmente,

ispirazione, un idea.

A dir troppo di sè poi occorre dar risposte

a voler troppo sentire gli altri si perde il ritmo.

Il pieno e il vuoto.

Ascolta scccccc…tutto tace,

Idee ferme al tempo, con tuoni

e frastuoni di cicale dentro e fuori

ora scccccc tutto tace

nell’eco restano frequenze

seduzioni, dipendenze, Circe ed i suoi intrugli

un doppio tipo di male.

Non si può restare

a morir di gloria vana non vale la pena

 che  a divenir porci è un attimo…e buonanotte.

Cautela..conosci te stesso,

Che le cicale dentro e fuori

fanno un frastuono seducente.

A guardar  intorno

tra gli scogli e l’ebbrezza

quanti miraggi, quanta schifezza.