Scacco matto al lamento!

IMG_9044Il titolo oggi dice tutto e forse non c’è altro da aggiungere. Ma vi racconto di stamattina…e di come andare oltre. 

2 dicembre 2020. Vado a lavoro in macchina, in genere vado in moto. A volte uso la macchina ma sono super eccezzionissime. Mi muovo in moto quindi, e spesso mi lamento invidiando chi va in macchina. Oggi sono in macchine e indovinate un po? All’inizio tutto ok e già pregustavo il successo … e poi all’improvviso un incolonnamento, be 30 minuti per fare qualche centinaio di metri. Capita nelle città, lo so!! E vabbè sono in macchina e non mi lamento, sono partito con largo anticipo e pioviccica … per cui ok…ascolto musica e mi muovo come una lumaca insieme agli altri. 

Arrivo in ufficio dopo aver lasciato la macchina al primo parcheggio utile, mi faccio 10 minuti di strada, conto 111 scalini e chiaramente rifletto. Non è tutto oro nelle vite dei famosi “altri”.

Penso che un modo per togliere alimento al lamento è proprio quello di fare esperienza delle famose vite degli altri. Non ci piace il ns lavoro, ci lamentiamo di piccoli problemi fisici, ingigantiamo risentimenti, alimentiamo sempre rancori ed abbiamo un talento speciale nel vedere ciò che non va? Indubbio…su questa linea siamo talentuosi. 

Bene, ma cosa possiamo fare? Ecco la mia proposta di oggi. Ognuno di noi – se vuole – può visualizzarsi mentre si porta in un luogo luminoso, il luogo speciale bello in cui abita la più intima frequenza del suo ascolto profondo ed autentico.

GuidoReni_MichaelDefeatsSatanVabbè diciamocelo. Lamentarci un poco ci piace, a volte non si riesce a trattenervi dal farlo. Lo sappiamo, questa cosa non porta nulla di buono nella vita e danneggia il nostro desideri di cambiamento? Bene, sempre nell’intimo sacro del nostro spazio autentico di ascolto profondo, tiriamo fuori del cassetto delle nostre immagini una “di svolta” che ci piace, che sia quella di un film o di un racconto o di una canzone VA BENISSIMO.   Se ci piacciono le immagini religiose suggerisco quella dell’arcangelo  Michele, avete presente? Ecco sintonizziamoci allora con questa immagine. Vedete il suo occhio fermo e la decisione granitica con cui solleva la sua spada (la decisione) ed è chiaro il seguito di “far fuori” il male. Ecco In questo spazio sacro e intimo del nostro mondo respiriamo e decidiamo di fare un passo avanti contro questa sterile abitudine.  Non c’è fretta, prendiamoci tutto il tempo per sintonizzarci, ascoltarci, decidere di farla finita con il lamento.

In termini più pratici può tornare utile anche fare un giro nelle vite degli altri. Sicuramente tante volte ci siamo già trovati in questa consapevolezza, ecco rispolveriamo tutte quelle volte e tute quelle situazioni. Non lasciamole nel dimenticatoio, spolveriamole come si deve e utilizziamole.  Usciamo volutamente dalle nostre abitudini e per qualche giorno entriamo nelle tanto desiderate realtà degli altri, nelle abitudini, nei lavori che fanno, negli spostamenti che fanno, nelle responsabilità che hanno, nelle relazioni che vivono.

Magari scopriremo che anche il nostro mondo non è affatto male, non lo è il nostro lavoro, non lo sono le nostre abitudini, le nostre relazioni.

Nel nostro speciale spazio d’amore vediamo che copriremo che è sempre l’ora buona di infliggere un colpo deciso al lamento, recidere il nostro legame con esso.

Scegliamolo intimamente, non dobbiamo raccontare a nessuno le ragioni del “perché abbiamo deciso”, non dobbiamo avere l’approvazione di nessuno, alleggeriamoci del giudizio e mandiamo a quel paese il Giudice Interiore”. 

freedom-2053281_1280Scegliamo di darci il valore che meritiamo, accettiamo che non tutto e perfetto, accettiamo che andiamo a piccoli passi verso il cambiamento ma che non sempre è semplice, che lavoriamo sodo, che stiamo facendo un grande lavoro e che stiamo scrivendo e creando qualcosa di straordinario,  e che è faticoso si ma noi siamo tenaci e non ci raccontiamo cavolate, ora scegliamo di volerci bene, di essere grati di quanto facciamo, di onorare ogni giorno le nostre azioni e le nostre decisioni.

Impariamo a non lamentarci, quando qualcuno ci stimola…decidiamo anche di stare zitti, immaginate questa scena…inseritela nella vostra storia e vedete come siete luminosi e splendenti. Gli altri di tutto questo non devono sapere nulla, e non dovete dare nessuna spiegazione se decidete di cambiare e di volervi bene state pur certi che tutto andrà bene.  

E se desiderate un aiuto per lavorare a questo ostacolo fatelo senza se e senza ma, ve lo meritate, e solo i forti sanno chiedere aiuto…gli altri sanno solo lamentarsi. 

Buona giornata a tutti e buona creatività. 

Arrendersi. Il Guerriero si trasforma in Artista

img_0734Gpp: Mi sa che mi devo liberare delle Armi. Non so, voi che dite? Oggi ad esempio ho fatto un giro…Bella giornata fresca e piena di sole. Ho visto un panorama mozzafiato…ma queste armi (a prescindere che stavo guardando San Pietro) non mi appartengono e mi pare tanto una stonatura.

Io: Si, credo sia arrivato il momento. img_0734Pensavo di modificare l’ascia ma credo sia meglio toglierla e deporla caro mio. La guerra è finita, il nemico è scappato e vinto e battuto e dietro la collina non c’è più nessuno solo aghi di pino e silenzio e funghi buoni da mangiare buoni da seccare da farci il sugo quando viene natale quando i bambini piangono e a dormire non ci vogliono andare.

Gpp: Si decido di deporre le armi, voglio liberarmi dello spirito di perenne minaccia contro cui star pronti a ferire. Da tanto è un tempo nuovo e lo voglio riconoscere e coltivare nel mio cuore. Voglio far tesoro di un gran pezzo di storia in cui ho trovato accoglienza e aiuto, ed ho agito tante forze e forme si amore. Mi sussurro silenziosamente “fiducia”…” amore” … “felicità” e sento il mio animo alleggerirsi ed esplorare il tempo del passato e del presente per rileggere tra le righe parti di narrazioni che con arma in pugno e paura in cuore ho tralasciato per timore di scoprirmi e perire.

img_0737Io: Tu non sei solo caro guerriero e tanto mi sei stato di aiuto quando hai ispirato il mio spirito a combattere arginando le nubi scure del mortale lamento. Andrà tutto bene, deponi le armi e poi vedi? Oggi ci troviamo in alto, baciati dal sole con tutto attorno il risultato di forse positive e artistiche molto più forti di quelle guerrafondaie. E su sul castello lo vedi l’arcangelo intendo anche lui a rinfoderare la sua spada. Vai tranquillo amico mio che appena torniamo a casa la tagliamo via quest’ascia…la lasciamo via.  Tu guerriero ti trasforma in Artista e vivi ancora.