Gli altri e noi.

Chi sono i tanti “altri” che popolano il nostro quotidiano? Sono quelli che hanno avuto successo ed hanno quello che ancora noi non abbiamo e sono quindi quegli altri che ci fanno arrivare il messaggio che “non andiamo bene”.  Ho proposto questa apertura non perché “gli altri” di questa categoria siano il tutto ma solo perché sono una categoria molto frequente nel dialogo tra noi e noi stessi.

Gli altri e noi, che fare quindi?

Io consiglio di lasciare “liberi” questi altri e fare della nostra esperienza con loro un “uso”  realmente valido per noi.

Proviamo ad assumere “gli altri” come “ns parti” che “gli altri” semplicemente ci fanno vedere, quindi lasciamo liberi gli altri e guardiamo a noi. Dentro di noi vivono parti che si svalutano, che hanno paura, che non si ritengono adeguati e bravi.

Quando ci parte il “trip” e quindi quando sugli altri “amici, famiglia, tv, capoufficio, colleghi ecc” si attiva il dialogo perverso del “loro sono bravi, loro hanno ragione, loro sono più belli, loro sono più ricchi ecc ecc ” beh ecco….quello è il momento della rivoluzione. Accogliamo queste parti, facciamo un bel respiro, riconosciamo che vivono in noi e poi lasciamole andare libere di andare via da noi.

Perché abbiamo anche tanti talenti, tante qualità, tante cose che sappiamo fare bene e sono le stesse che pensiamo di non saper fare, abbiamo tanti talenti e sono gli stessi che pensiamo di non avere.

Il passato e le esperienze sin dalle prime fasi della ns esistenza hanno contribuito a depositare in noi concetti  e pensieri svalutanti e la reiterazione di tali punti di vista ha creato tante esperienze negative, bene tempo di farla finita. Si può modificare l’approccio a partite da questo semplice suggerimento di vedere agli altri semplicemente come a nostre parti…chi dice che non abbiamo bene ci fa vedere la ns parte che dice che non andiamo bene.

E noi, invece, andiamo bene…buon pomeriggio a tutti.

 

“Trafitto” da ricordi.

“Nell’era democratica”… queste tre parole messe in musica sono riaffiorate verso le 11:30 di oggi – domenica 4 marzo – dal passato dello scrigno di miei ricordi e ascolti musicali. Un attimo…parole in rete et voilà … atto di fede nell’algoritmo di you tube…ed il brano è servito: Cccp “Trafitto”. I Cccp, tempo delle cassette cassette, gli anni ’90, rivoluzionario di provincia… mi piacevano e mi piacciono ancora l’idea di lotta e parole come libertà e ugualianza. Poi a casa h 15:30 mi vien voglia di vedere un film. La scelta ricade su “Tutti giù per terra” con Valerio Mastandrea, colonna sonora dei CCCP… giuro non lo sapevo.

Che vorrà dire?

Intanto dal presente/passato i Cccp con “Trafitto”: