Maturità Day

ImmaginePer questi esami l’invidia proprio non mi sfiora, davvero.

Stamani sono passato davanti ad una scuola e ho visto ragazzi nel pieno terrore,  ansia a vagonate e visi tirati. Tirati erano anche i ragazzi, devo dire, perché da dove sono passato le famiglie non se la passano male…e si vede sui genitori griffati in attesa all’ombra di un albero così come si vede sui ragazzetti che mostrano oggetti dal valore affatto irrilevante.

Vabbè…su questa abbondanza di €€€€ (almeno all’apparenza) un po’ rosico. 😦

Li passo e mi faccio varco tra di loro e il loro momento. Dizionari, libri aperti e visi che nel guardarli sembrano implorare più che prendere.

Gli esami non finiscono mai, si saranno già sentiti dire e tra qualche anno loro stessi lo diranno in cori.

Si, è vero…ma per fortuna – che siano di maturità e poi di università – passano una volta sola.

Studiare è bello…ma gli esami no…a me non piacciono! Ne ho fatti tanti e non li ho mai amati. Anzi studio male quando devo fare un esame…tanto che dopo ho sempre il desiderio di rileggere e ristudiare il tutto solo “per conto mio” …per sapere e imparare “davvero”. Boh…forse ho l’ansia da prestazione!

Cari maturandi. Non vi invidio, vorrei dirvi che è una cavolata e che questa prova vale poco o niente. Ma è molto probabile che voi non mi ascolterete…ed in fondo è anche giusto così….ogni tempo la sua esperienza.

Io feci un gran bell’esame di maturità…ma mai e poi mai , da allora, ho provato verso quell’evento una briciola di nostalgia.

Bye Bye maturità.

 

 

Live and Prays

ImmagineSono qui a scrivervi dopo un tranquillo week end di paura, gioie e dolori, montagne russe nella pancia.

“Mi ha nutrito di gioia la recita di fine anno di mia figlia, l’Ape Regina, la sua decisione. Mi hanno rincuorato i canti e balli…la loro forza e gioia nell’essere lì.

Mi ha fatto stare bene assistere alla rappresentazione di fine anno dell’Istituto Solaris, il cortometaggio e la mostra fotografica. Mi ha fatto bene la festa dell’Istituto Solaris, prendermi cura delle immagini. Mi hanno nutrito i sorrisi e le strette di mano, i  complimenti fatti e ricevuti …gli abbracci e i lucciconi negli occhi.

Mi hanno spaventato le cronache di fatti razionalmente incomprensibili. Mi spavantano i tentativi sbrigativi di ricerca di un colpevole …”l’altro”, mi spaventa la potenzialità distruttiva dell’umanità, tanatos.”

…Ed io?…ho bisogno di scrivere…e

Ho bisogno di pregare,

me lo chiede l’anima mia,

Confusione di gioie e dolori

miscele di sangue in corpo

vibrazioni di cuore, tremano gambe

passione e paura

vertigini.

Gioie e sorrisi, canti balli,

immagini  e poesie.

Morte e pianto, disperazione e paura.

Si mesce la vita, cruda 

la gioia e il dolore.

Si contorce l’umano in pancia

Caldo e sole e acqua con fulmini e tuoni.

Desidero calma, quiete, 

preghiera,

intimità, 

origine, 

fiato,

tenerezza,

protezione 

 e cura.

Life and other.

 

 

 

 

 

 

 

Tsunami di Libertà

ImmaginePer valutare gli effetti di un maremoto l’uomo ha messo a punto il Pacific Tsunami Warning Center (PTWC),  è un sistema complesso di boe dislocate negli oceani ed ha la funzione di captare segnali. Dall’insieme dei segnali che capta, dalla loro elaborazione, si comprende se da un maremoto si è generato o meno uno Tsunami.

Oltre a questi ci sono anche gli tsunami esistenziali, e su questo come ci organizziamo? Ho pensato di fare un giro sul mare vasto,  ricco, complesso e misterioso vita umana, specificatamente seguendo la rotta delle situazione in cui “L’uomo ha paura e va spesso KO”.

Ci sono situazioni, persone, argomenti, pensieri, immagini (a ciascuno le sue 🙂 )  intorno alle quali si alimentano pensieri spaventosi, persecutori direi.

Ipotizzo che da ognuna di queste situazioni umane arrivano informazioni alla persona (proprio come al PTWC ), sia dalle situaioni nel presente che del passato

Prese singolarmente, tanto le situazioni umane quanto i segnali delle boe oceaniche, hanno una scarsa o limitata utilità. Isolatamente sono difficili da interpretare, comprendere. Scientificamente e umanamente si può sbrigativamente archiviare preziose informazioni  come “Fenomeni naturali imprevedibili” – gli Tsunami – e “Cose della vita, disgrazie, sfighe ecc” – le paure  e le cose umane.

Tornando al lato umano dico che SE le informazioni (esperienze) vengono valorizzate, messe in rete e collegate tra di loro, confrontate e accettate ( quando sono spiacevoli ) magari si può anche ipotizzare cosa stà succedendo giù nel profondo di noi, dove l’occhio e la razionalità da sole non arrivano a “vedere”, o non vogliono vedere.

Colleghiamo mente cuore e pancia e proviamo ad esplorare l’idea che una emozione di paura circostanziata forse non si è generata solo per un “fatto in sè” ( ad esempio un esame universitario, un colloqui di lavoro, andare incontro alla persona amata …ecc ecc), quanto piuttosto da un movimento tellurico esistenziale avvenuto più giù nel profondo del nostro animo. Insomma che l’evento in se possa essere solo il “visibile” di un motivo di fondo che non conosciamo o che non siamo ancora forti da riconoscercelo.

Ad esempio?

Due sono le grandi forze che governano le azioni umane, l’Amore e l’Odio. Di qualità uguale ( atti d libertà)  ma di segno opposto.

Se arrivano segnali di paura possiamo ipotizzare che c’è stato un movimento di forze di segno negativo.

Proposta di verifica. Mettete insieme un paio di situazioni, pensieri, luoghi e persone che vi mettono KO 😦 organizzate i dati. Provate a fare un ponte storico temporale tra momento presente e altre situazioni del passato similari  ( se ci sono state ) e vedete se è possibile ipotizzare che la cosa ha semplicemente una “ripetizione”.

Se i dati confermanoche c’è effettivamente una ripetizione che facciamo?

Beh, niente e tutto. Possiamo anche fermarci qui. Oppure possiamo vedere oltre.

Se vogliamo vedere oltre allora ipotizziamo che in qualche modo ed in qualche momento dentro di noi si è creata una grande falla/frattura tra noi e la capacità di amarci. Da quella falla è scaturito un noioso, obsoleto, automatico e ripetitivo Mantra che recita pressappoco così: “Tu non puoi…Tu non devi…Tu non sei capace…non ce la farai ecc ecc” :-(.

ImmagineVi dico che se vi ritrovate nella descrizione potete intanto essere felici. Si … perchè quella scoperta può essere un vero  tesssssoro. Dipende di nuovo da noi che valore dargli.

Le cose cambiano sapete? In meglio o in peggio cambiano, dipende da noi. Non vedete all’orizzonte spuntare la parola LIBERTA‘.

Ora ci può stare di pensare: “E dove cakkio stanno la Libertà e la felicità se veniamo messi KO?”

La libertà la individuo nella possibilità di poter scegliere. Quando sentiamo un segnale negativo possiamo agire (se lo vogliamo) una decisione positiva di compensazione.

oscarLa libertà è il potere di scegliere di mettere in campo energia  sana, nuova, creativa e costruttiva. All’inizio sarà un casino, ma gradualmente la cosa sarà sempre più immediata e i risultati arriveranno, ci prenderete gusto e vi piacerà… ve lo garantisco.

Noi siamo potenzialità. Da potenzialità ad attuazione c’è da fare un pò di strada, ci vuole lavoro e sudore, muscoli e anima.

Ma se avete disseminato boe esistenziali lungo la vostra vita – e state pure leggendo questo lungo articolo 🙂 – di sicuro siete coraggiosi e tenaci.  Abbiamo il potere di scegliere e creare la vita che desideriamo giorno per giorno, nuova decisione dopo nuova decisione…da zero all’infinito :-).

Sono prossime le vacanze, sono prossimi gli esami di maturità, sono prossime un sacco di cose. Occhio al pannello di controllo, controllare i sensori e forza con e le decisioni nuove e positive. Yes We Can!

daZeroaInfinito.com 🙂

Ulisse uno di Noi

Io: Ulisse non era un pazzo.
Voi(forse): “E chi lo ha mai detto?”
Io: “Tutti lo abbiamo detto”.
Uno di voi (forse): “Ma strano! A me non mi risulta, io ho sempre detto che era un figo uno di successo abile ed astuto…uno da imitare, invidiare, ma un pazzo no…ma se l’ho detto forse ho toppato…me lo ricorderei”.
Io: Mi spiego meglio, uso il mito.

Ulisse da Calipso ci stava anche bene.
Calipso è bella, una ninfa, sempre giovane e passionale,immortale e fonte di piacere.
Tutto attorno alla sua isola un mare che nemmeno le navi migliori solcano. A lui è andata anche bene visto che vi è approdato dopo giorni e giorni alla deriva e dopo che tutti gli altri sono morti. Eppure lui vuole andare via. Come minimo viene spontaneo dirgli “Ulisse tu sei un pazzo!”.

E noi quante volte nel nostro abbiamo sentito che tutto quello che “abbiamo” non ci gratifica appieno? Un idea da diventarci pazzo (lo dice anche Morpheus a Neo nel film “Matrix”), dobbiamo fare qualcosa. Vi è capitato mai? A me sempre!
Quante volte ci siamo detti – a bassa voce intimamente – che era un idea pazza.

Ulisse non era un pazzo. Lui aveva il suo progetto di tornare a casa.

Noi pure ne abbiamo, vogliamo crescrere e realizzarci, fare cose nuove e diverse, un altro lavoro, un’altra città, un rapporto di coppia, diventare genitori…ecc ecc.

E’ solo che come lui anche a noi il cambiamento fa paura.
Ma chi te lo fa fare? Quante volte ce lo siamo detti e quante volte lo abbiamo detto agli altri.

Io credo che ogni momento al mondo molte persone legano insieme due legni con una corda, caricano su tutto quello che hanno e si mettono in mare verso un idea ed un progetto, la loro personale Itaca.
Lo abbiamo fatto anche noi tante volte, è solo che non ce lo ricordiamo. E’ solo che ogni volta decidere è dura e fa ri-sentire paura. Ulisse non era un pazzo e non parte a caso. Ottiene da Calipso valide indicazioni per la navigazione, coordinate per la sua meta.

E noi? Beh noi abbiamo i nostri sogni ed i nostri valori che sono anch’essi una mappa.

Ulisse è partito. Bye Bye Calipso. Mani, zattera, mare … non mi tradite! E noi pure…sogni e polmoni teniamoci forte che ad ogni nuovo cambiamento un pò si balla…ma poi passa.

Buon viaggi a chi decide che ne vale la pena.