“Icona” di Frederick Forsyth

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Ho letto tanti libri in questa fase di lockdown. Ho sempre detto che non mi piace leggere libri che non ho scelto. Certo poi ci sono anche tanti libri che ho scelto ( e comprato) e che allo stesso modo non mi sono piaciuti, ma pazienza…avendolo scelto me lo tengo. In questa fase di lockdown ho ripreso dei libri che anni fa mi sono stati regalati dal presidente di una società dove allora lavoravo. Lui ne aveva tanti e dovendo cambiare casa li stava per buttare quindi ALT!!! Vediamo prima se c’è qualche titolo che può fare per me e così da circa 7/8 anni questo libro è stato nella mia libreria senza aver mai avuto una opportunità… fino almeno alla pandemia di Covid 19.

Quando l’ho scelto tanti anni fa (insieme ad altri che ancora attendono il loro turno) mi ha guidato il fatto che conoscevo l’autore di cui avevo già letto il “Dossier Odessa” e mi era piaciuto un sacco.

oggi voglio spezzare una lancia a favore dei libri che vengono donati e quindi per sgretolare il mio assoluto.

Il genere non è proprio il mio preferito ma ora che l’ho terminato sono lito di averlo letto. L’autore è pazzesco e mi ha fatto fare un viaggio nel mondo dello spionaggio non sempre facile da seguire.

Questo libro si struttura in 2 parti ed in due parti è stato anche il mio sentimento durante la lettura. Nella prima fase ho faticato parecchio a non buttarlo via, i continui salti da una storia all’altra mi creavano un pò di confusione e mi richiedevano impegno, centratura e un continuo rinnovo decisionale in una fase di lockdown in cui la pigrizia invece stava crescendo e volevo qualcosa che mi portasse per mano. Ho tenuto duro e sono andato avanti, come nella vita quindi uguale uguale.  La seconda parte è stato per me un premio per il lavoro e per la tenacia, oggi posso dire che mi è piaciuto un sacco.

Mi ha gradualmente catturato la storia e mi ha stimolato ad andare avanti in un crescendo di interesse e entusiasmo.

Un bel libro mi sento di dire oggi, e se come me tanti hanno avuto un senso i confusione nella prima parte o magari hanno abbandonato allora mi sento di dire di tenere duro e darsi una opportunità perché poi la seconda parte è un bel premio e gratifica la fatica.

Come tante cose nella vita anche un bel libro ha bisogno di fiducia e il giudizio si può dare solo alla fine pur salvaguardando la libertà del lettore “sacrosanta” si scegliere sempre.

 

 

Crescita Personale: Evolvere anch al tempo del Coronavirus.

In questo momento storico di tempo e spazio “particolari” ci chiediamo tutti come poter riempire il silenzio e dare qualcosa da fare alle nostre mani e pensieri. In questa fase le emozioni che proviamo possiamo permetterci di provarle, come la paura ad esempio. Se abbiamo momenti di paura possiamo permetterci di provarla, come i momenti di gioia che anche ci sono e la speranza e la fiducia. C’è tutto il mondo in noi in questo momento. Quanto sta accadendo e le emozioni che stiamo provando, proviamo a chiederci, se le provavamo anche prima del coronavirus e approfittiamo di questa grande fase di consapevolezza per accendere un faro di luce sulla nostra storia e decidere magari oggi…ora…qui e per sempre di voleci bene, di non giudicarci più, di perdonare chi ci ha fatto arrabbiare e perdonare noi per la rabbia ed il tempo perso dietro i veleni della rabbia e dell’odio.

Sto rileggendo un libro letto forse due mesi fa ” Avro cura di te” di Massimo Gramellini e Chiara Gamberale. Ho piacere di condividere con voi questo passaggio a pagina 60 “(…) Nessuno viene al mondo per contemplare la propria perfezione. Ci si arriva con un obiettivo molto più serio: evolvere. (…).

Buona giornata a tutti

La droga uccide sempre!!

Da adolescente a scuola ed in tv era un continuo parlare dei pericoli delle tossicodipendenze, non so se ne parlavano bene o male. A me fregava poco quello che dicevano, il tema sentivo che non mi interessava direttamente pur conoscendolo.  Non so se quelle parole, quel tanto dire anche negli incontri a scuola abbiano poi davvero scoraggiato qualcuno dall’infognarsi in questa esperienza, spero abbiamo avuto più successo di quanto io ne percepisca. Bisognava informare, si diceva, e soprattutto bisognava conoscere i rischi delle droghe. Era un modo per scardinare il mito su cui invece simili sostanze avevano invece fondato gran parte del loro successo amplificato anche da molti artisti che, come i loro fans, hanno conosciuto il dramma.

La droga non ha smesso di uccidere, io la vedo meno in giro ma non perché non gira più quanto  piuttosto perché i miei giri e le mie abitudini sono cambiati e il tempo che trascorro in strada ed in giro è di meno e comunque diverso rispetto a tanti anni fa.

io e tePrima dell’estate scelgo un libro a caso, scelgo Nicolò Ammanniti e lo porto con me per tutta l’estate fino a l’altra quando metto in pausa i miei studi perchè avevo bisogno di leggere “altro”. Così decido di iniziare a leggerlo e subito vengo catturato dalla storia di Lorenzo e vado avanti,  voracemente. Lungo il racconto sono tante le emozioni che sento dentro, contrastanti a volte, e comunque a sovrastare su tutte è la  speranza che tutto si risolve bene.  Alla fine del libro il mio pensiero è occupato da questa riflessione:”La droga uccide ancora, non è lei che è scomparsa ma solo sono  io che la vedo meno in giro ma solo perché io sono meno in giro”.

Scrivo quindi mentre ho ancora calde le immagini e sento ancora l’odore delle pagine. Scrivo per non lasciare il silenzio sul tema e per amplificare e rilanciare anche dal mio piccolo spazio il messaggio che che come la mafia anche la droga e una montagna di merda e va conosciuta, raccontata per evitare che sotto traccia essa non possa alimentarsi di silenzio e disattenzione…prendersi la vita.

Consiglio la lettura, bel libro scritto bene…a me è piaciuto. Un racconto profondo di incontro tra autenticità e nostre parti che teniamo nascose in cantina e che hanno tanto desiderio di raccontarsi e raccontare, incontrare e trasformare.