Difficoltà da Covid? Lo Sportello Counseling on line dell’Istituto Solaris è sempre Attivo.

In questi giorni molte testate giornalistiche hanno evidenziato come al termine di questo periodo c’è già un altra emergenza che bussa, quella psicologica. Sono molti tra commentatori ed esperti ad evidenziare il bisogno di un supporto. Il covid ha calato nelle vite di ognuno di noi il sentimento della paura, questa è entrata nelle nostre vite in modo per ognuno diverso. Esemplificando, è come se fosse entrata in casa nostra ed avesse aperto il nostro armadio indossando i nostri abiti. Emozioni diffuse sono senso di isolamento, ansia (quella non manca mai!!) ed un diffuso senso di irrequietezza, e paura. Questa fase richiede per tutti noi un investimento energetico rilevante.

Come spesso accade dopo uno sforzo prolungato vorremmo poter dire serenamente “Mi sento un po stanchino” (cit da Forrest Gump). E’ naturale essere stanchi, è assolutamente naturale e fisiologico. Sentire il desiderio di essere ascoltati, di una figura professionale con cui instaurare e costruire relazione di sostegno e per la crescita è un altrettanto naturale e sano bisogno. Se sentiamo questo bisogno diamogli voce, diamogli una opportunità e non solo complimentiamoci anche con noi perché ci stiamo ascoltando in modo accogliente. E’ un atto d’amore per voi stessi, parola mia!

In questi giorni leggevo di come mai come in questo periodo è stato frantumato il tabù della psicoterapia e dei percorsi di analisi o di counseling. Sotto la minaccia del covid sono cadute le paure (obsolete) legate a queste esperienze, si è volatilizzata la paura del giudizio che abbinava a queste esperienze lo spauracchio di essere giudicati (condannati forse è meglio) come dei pazzi. Molti hanno fatto outing, bravi. Non c’è nulla di cui vergognarsi in questo, anzi è bello condividere di essersi fatto un dono d’amore per se. Anch’io ho fatto il mio percorso, poi l’ho arricchito con la formazione e con la collaborazione e mi piace dire che sono in costante “percorso di crescita”. Non c’è cosa più bella che crescere, amandosi e volendosi bene.

I counselor sono figure professionali molto richieste per fare percorsi di crescita, per lavorare su se stessi ad accrescere e potenziale le proprie risorse e le proprie capacità creative, in termini pratici per essere sempre più consapevoli di se, capaci di ascoltarsi profondamente e saper prendere quelle decisioni di amore che portano beneficio, benessere e gratificazione… o se vogliamo ci fanno sentire bene. I counselor non si occupano di patologie ma di miglioramento della vita aiutando a superare momenti di difficoltà.

Prendete nota cari amici.

Come sapete io collaboro con l’Istituto Solaris che è primaria scuola di counseling di Roma, la nostra scuola ha attivato già dalla scorsa primavera un servizio di counseling on line gratuito e siamo ancora attivi e vogliamo continuare ad esserlo.

Prendetene nota, segnalatelo ai vostri conoscenti, alle persone che volete bene ed a quelle che volete dare una mano, è un opportunità. Il mio invito è per tutti di darsi la possibilità di ricavarsi uno spazio d’ascolto dedicato a se stessi, fare un pezzo di strada insieme. Perché insieme siamo più forti, e perché le paure nel dialogo e nella condivisione si smontano!

Chiamateci ok? Noi ci siamo, rimaniamo connessi!

Scacco matto al lamento!

IMG_9044Il titolo oggi dice tutto e forse non c’è altro da aggiungere. Ma vi racconto di stamattina…e di come andare oltre. 

2 dicembre 2020. Vado a lavoro in macchina, in genere vado in moto. A volte uso la macchina ma sono super eccezzionissime. Mi muovo in moto quindi, e spesso mi lamento invidiando chi va in macchina. Oggi sono in macchine e indovinate un po? All’inizio tutto ok e già pregustavo il successo … e poi all’improvviso un incolonnamento, be 30 minuti per fare qualche centinaio di metri. Capita nelle città, lo so!! E vabbè sono in macchina e non mi lamento, sono partito con largo anticipo e pioviccica … per cui ok…ascolto musica e mi muovo come una lumaca insieme agli altri. 

Arrivo in ufficio dopo aver lasciato la macchina al primo parcheggio utile, mi faccio 10 minuti di strada, conto 111 scalini e chiaramente rifletto. Non è tutto oro nelle vite dei famosi “altri”.

Penso che un modo per togliere alimento al lamento è proprio quello di fare esperienza delle famose vite degli altri. Non ci piace il ns lavoro, ci lamentiamo di piccoli problemi fisici, ingigantiamo risentimenti, alimentiamo sempre rancori ed abbiamo un talento speciale nel vedere ciò che non va? Indubbio…su questa linea siamo talentuosi. 

Bene, ma cosa possiamo fare? Ecco la mia proposta di oggi. Ognuno di noi – se vuole – può visualizzarsi mentre si porta in un luogo luminoso, il luogo speciale bello in cui abita la più intima frequenza del suo ascolto profondo ed autentico.

GuidoReni_MichaelDefeatsSatanVabbè diciamocelo. Lamentarci un poco ci piace, a volte non si riesce a trattenervi dal farlo. Lo sappiamo, questa cosa non porta nulla di buono nella vita e danneggia il nostro desideri di cambiamento? Bene, sempre nell’intimo sacro del nostro spazio autentico di ascolto profondo, tiriamo fuori del cassetto delle nostre immagini una “di svolta” che ci piace, che sia quella di un film o di un racconto o di una canzone VA BENISSIMO.   Se ci piacciono le immagini religiose suggerisco quella dell’arcangelo  Michele, avete presente? Ecco sintonizziamoci allora con questa immagine. Vedete il suo occhio fermo e la decisione granitica con cui solleva la sua spada (la decisione) ed è chiaro il seguito di “far fuori” il male. Ecco In questo spazio sacro e intimo del nostro mondo respiriamo e decidiamo di fare un passo avanti contro questa sterile abitudine.  Non c’è fretta, prendiamoci tutto il tempo per sintonizzarci, ascoltarci, decidere di farla finita con il lamento.

In termini più pratici può tornare utile anche fare un giro nelle vite degli altri. Sicuramente tante volte ci siamo già trovati in questa consapevolezza, ecco rispolveriamo tutte quelle volte e tute quelle situazioni. Non lasciamole nel dimenticatoio, spolveriamole come si deve e utilizziamole.  Usciamo volutamente dalle nostre abitudini e per qualche giorno entriamo nelle tanto desiderate realtà degli altri, nelle abitudini, nei lavori che fanno, negli spostamenti che fanno, nelle responsabilità che hanno, nelle relazioni che vivono.

Magari scopriremo che anche il nostro mondo non è affatto male, non lo è il nostro lavoro, non lo sono le nostre abitudini, le nostre relazioni.

Nel nostro speciale spazio d’amore vediamo che copriremo che è sempre l’ora buona di infliggere un colpo deciso al lamento, recidere il nostro legame con esso.

Scegliamolo intimamente, non dobbiamo raccontare a nessuno le ragioni del “perché abbiamo deciso”, non dobbiamo avere l’approvazione di nessuno, alleggeriamoci del giudizio e mandiamo a quel paese il Giudice Interiore”. 

freedom-2053281_1280Scegliamo di darci il valore che meritiamo, accettiamo che non tutto e perfetto, accettiamo che andiamo a piccoli passi verso il cambiamento ma che non sempre è semplice, che lavoriamo sodo, che stiamo facendo un grande lavoro e che stiamo scrivendo e creando qualcosa di straordinario,  e che è faticoso si ma noi siamo tenaci e non ci raccontiamo cavolate, ora scegliamo di volerci bene, di essere grati di quanto facciamo, di onorare ogni giorno le nostre azioni e le nostre decisioni.

Impariamo a non lamentarci, quando qualcuno ci stimola…decidiamo anche di stare zitti, immaginate questa scena…inseritela nella vostra storia e vedete come siete luminosi e splendenti. Gli altri di tutto questo non devono sapere nulla, e non dovete dare nessuna spiegazione se decidete di cambiare e di volervi bene state pur certi che tutto andrà bene.  

E se desiderate un aiuto per lavorare a questo ostacolo fatelo senza se e senza ma, ve lo meritate, e solo i forti sanno chiedere aiuto…gli altri sanno solo lamentarsi. 

Buona giornata a tutti e buona creatività. 

Tanto Quanto Basta

Tutto serve alla vita
Tutto serve nella vita
Anche i palloni gonfiati servono
Serve il loro essere visionari
E’ utile il loro saper fantasticare
E’ un modo comunque per iniziare
Tutto serve alla vita
Tutto serve nella vita
Chi si pavoneggia
Chi non si fida
Chi vuole controllate
Chi vuole primeggiare
Chi non si vuol far comandare
Chi è allergico ai pennuti
Chi vuole fare come gli pare

tutto serve si ne sono sicuro
Ma Quanto? Tanto quanto basta.

Attacchi di Panico. Non c’è nulla da nascondere

ImmagineEmersione”, il termine l’ho scelto pensando ai sottomarini. Non so voi ma io non ci riuscirei mai a starci dentro. Ogni volta che vedo un film di sottomarini (che invece mi piacciono molto) tutte le volte che il comandante dice: ” Emersione!”  … beh io traggo sempre un sospiro di sollievo; così allo stesso modo voglio aprire le danze con questa parola “Emersione!  Su il periscopio”.

Tratatte l’argomento, fatelo emergere e venir fuori dal dialovo tra voi e voi.   Lo so che lo si vorrebbe cancellare definitivamente, ma questo non so come si fa o almeno, io non ci sono riuscito.
Per sbolognarlo intendo dargli visibilità, non rimuovetelo. Parlane, scrivi se ti piace, è una cosa buona. Questo aiuta tanto.

Lo so che è difficile aprirsi, che poi uno pensa: “non mi prenderà per matto?”.

No tranquilli, non siete matti :-). Ma decidete voi come vi volete vedervi, per me siete degli eroi con un bel compito lavoro da fare.

Quindi 1-  dare visibilità al tema, perchè esso è carogna e nel silenzio cresce.

Credetemi, da soli vi frega.

Ultimamente riflettevo alle “situazioni tipo”. Se vi è capitato di sperimentare un attacco di panico in una situazione tipo ( a scuola, in ufficio, nel traffico, in chiesa, in una piazza piena di gente, in macchina ecc ecc ecc)  è molto probabile che quella specifica situazione per voi diventi “Alert”, ergo ogni qual volta vi si ricomporrà la vostra speciale “situazione tipo” ecco che ricomparirà la paura.  E’ una sorta di procedura standard….è come se dentro si attivino dei sensori.

Ho letto qualche anno fa che nell’antica Roma si era soliti piantare dei chiodi nel terreno nel punto preciso in cui una persona aveva avuto un malore, ad esempio un attacco epilettico (Il grande Cesare ne soffriva, dicono). Si credeva così di inchiodare in quel punto quello spirito maligno che provocava il malessere o comunque il fatto doloroso. Ci ho pensato spesso e ho pensaro a come fosse utile il segnare il punto, visibilmente, per riconoscerlo e vederlo nitidamente.

Io vi consiglio di far emergere il problema alla vostra attenzione, parlatene con qualcuno, scegliete voi chi…ma sceglietene uno!

daZeroaInfinito.com