Allerta Meteo Roma: Attesa che tutto passi

screenshot_20181028-224120223554675.pngStasera in giro per le strade del quartiere si respira un aria d’attesa. Forse il cambio di orari o forse l’allerta meteo che a tanti ha suscitato un pensiero del tipo: ” Ma che davvero?”, beh si almeno io l’ho pensato! Recentemente mi sono trovato nel bel mezzo di una tempesta e non è stato per niente bello. Il clima è in cambiamento e gli eventi naturali a volte si presentano con intensità che, a detta degli osservatori, sono delle novità. Così per domani a Roma scuole chiuse e in molti stasera hanno dovuto trovare la soluzione a dove poter far stare i figli dato che il poco preavviso ha trovato molti disorganizzati e senza un piano B.  Domani spero non accada nulla, e prometto che non me la prenderò con chi ha deciso lo stop e chi ha diramato l’allerta meteo perché hanno fatto quello che era meglio fare e anche per chi deve decidere non è sempre facile farlo perché il meteo è giovane e forte in questa fase della vita sulla terra, a volte è irruento e arriva di gran carriera.

 

Sulla Responsabilità

Perché parlare tanto se in molte occasioni non sono capace di fare ciò che dico? Il cuore risponde: Se difendi pubblicamente le tue idee devi sforzarti di vivere rispettandole. ( cit e foto da “Il Manuele del Guerriero della Luce” di P. Choelo)

Le buone azioni ci salvano la vita.

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Le buone azioni ci fanno splendere ogni giorno, ci salvano la vita quando siamo nella tempesta, sono crediti dell’anima credetemi. Esse diventano buona materia che si fonde in ogni cellula e genera positività e punti luminosi lungo il nostro passaggio. Le buone azioni illuminano il nostro esistere ogni giorno; in ogni momento che sia di gioia o che ci troviamo in difficoltà potremo sempre volgere lo sguardo a questi punti luminosi e loro ci parleranno di noi e di chi siamo e di quanto di buono e di bene sappiamo fare ed abbiamo fatto tanto per gli altri quanto per noi stessi. Tutti abbiamo fatto cose buone, a allora narriamole ed elenchiamole mettiamole in mostra facciamole cantare. Facciamolo con gli altri, facciamolo da soli, facciamone un libro, un video o una poesia o ogni cosa ispiri la nostra creatività. Mostriamoli e consolidiamo in noi la conoscenza positiva, facciamoci i complimenti; tante altre ne verranno e tante ne riceveremo (garantito) e si rinforzeranno ancor di più in noi le immagini e si alzeranno al cielo come acquiloni i ns meriti, i nostri talenti e la nostra arte nel vivere … e la gratitudine; non fermiamoci mai al bene e nel dubbio quando non sappiamo cosa fare, nel dubbio tra amare e odiare, scegliamo di vivere il dramma dell’incertezza e poi scegliamo con un atto supremo di amore globale di scegliere il “bene e le buone azioni” e diveniamo ogni istante sempre più querce altissime e robustissime sequoie forti della della nosta identità più profonda e autentica che penetra la terra madre con gratitudine e si tente al sole padre in una sintesi magnifica che siamo noi e che è la nostra storia unica e irripetibile, noi siamo creatori di azioni buone e quando c’è tempesta è ad esse che volgiamo lo sguardo e loro ci raccontano e ci donano di noi… il meglio.

Ve ne racconto intanto io una che frequentemetne mi ritorna in mente:

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Ho 20 anni e faccio il barista in un chiosco bar in un villaggio turistico. C’è un signore anziamo che frequentemente viene a sedersi al bar e racconta. Lui ora è in pensione e di lavoro aveva fatto il direttore in un centro per l’impiego. Ricordo che si muoveva a fatica ed aveva un braccio non mobile perchè ha avuto in ictus. Una mattina lo vedo arrivare dal vialetto vestito a malo modo e mi chiede di dargli una mano a sistemarsi. Era agosto e dal vialetto era un gran via vai di gente che andava al mare e io un pò mi sentivo in imbarazzo a quella richiesta. Poi però mi sono reso di sponibile e gli ho dato una mano a sistemarsi i pantaloni e camicia tra i bagnanti. Poi siamo andati insieme a sederci al bar e abbiamo preso a parlare e lui mi ha detto che mi era molto grato per quello che avevo fatto. Io quel momento ancora me lo ricordo e frequentemente penso a quel vecchietto e cosa sarà poi stato il seguito della sua vita. E ogni volta che ci penso mi sento felice perchè ho fatto una cosa buona…e oggi sono di nuovo grato a quel momento e al mio blog perchè raccontandovela essa sarà ancor più viva in me.

Dono a voi questo racconto e nella libertà di accettare o meno vi propongo di poter dare un contributo e scrivete nei commenti un vostro racconto, io poi la riporto qui nel post con data e nome dell’autore e così facciamo un bel momento di condivisione di “buone cose”.
Buona giornata a tutti

“Accogliere l’amore” per stare bene ed essere felici

Ciao amici, e buon inizio settimana.

imagesAntefatto: Ieri mattina sono andato a messa con Emma. Abbiamo scelto con mia moglie di iscriverla al corso per la prima comunione, eravamo combattuti ma alla fine abbiamo scelto per il “Si” sospendendo ogni tipo di giudizio e seguendo l’ispirazione e l’aspettativa che sarebbe stata per lei e per noi un esperienza di incontro con suoi coetanei e di socializazzione anche per noi.
Così dallo scorso anno la domenica mattina andiamo a messa.
Io non sono mai stato un grande frequentatore di chiesa ma come ho detto prima sono entrato in questa esperienza con sospensione di giudizio e così continuo e non di rado provo anche piacere
.

L’onore delle Armi: Al parroco del mio quartiere riconosco di essere persona ispirata e con cui è bello dialogare e che quando parla parla molto bene. In molte occasioni ho tratto preziose riflessioni dai suoi sermoni e frequentemente ho trovato anche nei suoi sermoni spunti che alimentano ed integravano il mio percorso di crescita spirituale.
Ieri: Non ho seguito bene il suo sermone ma ad un certo punto il suo parlare ha penetrato il mio rumore mentale e ha catturato la mia attenzione. Ha parlato di Amore. Siamo tutti abituati e pronti ad Amare, ha detto, eppure c’è una cosa altrettanto preziosa e utile per la nostra crescita ed è “accogliere l’amore per noi”.
Sbam … Bingo.

E ora io: Amare ci riesce meglio perchè comunque siamo noi che governiamo. Decido di Amare, Scelgo chi amare, Scelgo come amare, Scelgo se amare.

Antonio Mercurio definisce nel suo lavoro espresso ad esempio nel testo teoria della persona la persona come colui che tra tra le sue forze portanti ha la capacità di amarsi, amare ed essere amati nella libertà. Tanto più si realizzano queste capacità tantnto più si è “Persona” come proposto dall’autore.

Dunque:
Capacità di amarsi: Ok dai…possiamo farcela e tante volte lo facciamo.
Amare: Ok dai…possiamo farcela e tante volte lo facciamo.
Essere amati: Beh…qui sento che c’è da lavorare. Io ci sto lavorando, seppur è vero che anche qui tante volte lo facciamo… ma …seguitemi ancora.

Riconoscere di essere amati è “affidarsi (opposto del controllo) , è accettare (opposto del pretendere) è sentire la gratitudine perchè chi ci ama ci fa un dono al meglio di come può. Chi ci ama non è tenuto a farlo e se lo fa vuol dire che ha scelto di donarci amore, farsi strumento di vita.

Accogliere l’amore è un potere reale potenziale, decidendo di agirlo noi passiamo alla attuazione e diveniamo potenza creativa.

Quindi per il ns bene e per la ns crescita e felicità lascicamoci penetrare dall’ “amore che c’è”, ammorbidiamo la ns rabbia verso quello che “non c’è” o che “ci sarebbe dovuto essere”.

Accogliere l’amore vuol dire rendersi disponibili a liberarci delle pretese.

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Accogliere l’amore che c’è è un atto spirituale profondo anche di “resa” perchè “la vita”, il ns partner, i ns maestri, il ns lavoro, i ns genitori ecc ecc … sono stati e sono a modo loro donatori di “amore”, e lo stesso siamo noi ogni giorno in tutto ciò che facciamo.
Accogliere l’amore è un salto quantico e ci lanciamo meglio nelle profondità dell’alto rendendoci disponibili a lasciarci amare, a lascaire che l’amore ci tocchi, che ci cada addosso come la rugiada del mattino, che ci copra come la neve che ci culli come le onde del mare e ci riepia come in una notte di passione e ci colmi l’anima di come la gratitudine sa fare.

C’è amore, impariamo a vederlo ed a dargli cittadinanza dentro le ns mura di dolori e pretese medievali. Accogliamo ed accresciamo la qualità del ns essere capaci di amarci, di amare e di essere amati e sarà un fantastico giorno oggi e saranno fantaastiche trasformazioni e nella nostra vita tutto si realizzerà perchè noi siamo meravigliose creature immersi nell’amore.

Con gratituidine a Don Michele per ieri e ad al prof Antonio Mercurio per la ricchezza inesauribile della sua elaborazione teorica ed esperenziale.

Real time Roma. Torno a casa con il sole

Ritorno a casa dopo un fine settimana all’insegna della formazione e della crescita. Nuovo anno accademico presso Istituto Solaris. Mi accompagna verso casa il sole, il padre e porto dentro di me l’amore e la gratitudine per la vita tutta…e voglio condividerla con voi…in tempo reale.

Nuove Radici per Nuovi Ponti

Ciao Amici, seguitemi.
Fatto storico: E’ caduto un ponte recentemente e da allora in Italia si parla di ponti.
Tanti ponti sono stati controllati e il fatto positivo è che indubbiamente la stragrande maggioranza dei ponti sono sicuri. Su molti invece ci sono delle perplessità e delle posizioni differenti che vedono opposti coloro che dicono che sono pericolanti e che non viene fatta la manutenzione come si deve e coloro che invece dicono che fanno tutto quello che c’è da fare e che tutto è più o meno ok!.
E ora io: Ok chiusa la fase della cronaca nazionale passo a quello che sento io.
Recentemente nel mio post dal titolo Scenario Politico 6 sul tema dell’immigrazione ho esposto il concetto per cui a noi Italia la vita chiede di essere alla testa di quello che è un nuovo movimento, inarrestabile, di persone e noi siamo coloro che meglio possono accogliere, sentire, aiutare e trasformare gli ostacoli e le paure. Ricordate che il rinascimento è partito da noi, e tante scoperte similmente sono partite da noi, e tanta arte è partita da noi…certo anche la mafia l’abbiamo creata noi ma che centra il dato di fatto è che noi siamo creativi e creatori di cose che facendo poi un bilancio portano del bene all’umanità intera.

architecture bridge fog ocean
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I ponti quindi.
I ponti uniscono sponde opposte, per loro natura non sono e non potranno mai essere divisivi. Essere di divisione vuol dire non essere un ponte.
I ponti hanno i piedi per terra e considero questi piedi ( Piloni, tecnicamente) come le radici.
Ora tanti ponti in Italia sono stati tenuti su da radici di tanti anni fa…ma oggi bisogna rimettere nuova energia sotto quelle radici, per rinforzare la funzione di sostegno certamente ma anche e soprattutto perché ora a noi che siamo un laboratorio della vita la vita chiede di darci delle nuove radici.

shallow focus photography of yellow and white flowers during daytime
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Radici che tengano lontano l’odio e le diseguaglianze;
Radici che penetrano la terra come dita a toccare dolcemente la madre terra, a prendersene cura, a sanare e riparare le ferite inferte, a fargli ancora dono della libertà di essere madre con tutto il buono che ha dato e che ogni istante di ogni giorno dona;
Radici che uniscono il sole alla terra, l’aria all’acqua profonda;
Radici che sono fusione definitiva della decisione di essere costruttivi con il nostro progetto profondo di costruttori come Tom de “I pilastri della terra”;
Radici che si intrecciano con le altre e che diventano “sistema”;
Radici di identità nuova, perché possiamo come la natura e più ancora anche noi creare bellezza e la distilliamo dal dolore e dal coraggio di saperci amare fino in fondo e perdonarci ed amarci ancora;

Io ora mi fermo qui e vi ringrazio di avermi seguito però stavolta voglio chiedervi un dono…aggiungete anche voi una radice, aggiungetela nei commenti se volete e aggiungetela soprattutto nel vostro cuore perché come abbiamo cantato quest’anno al teatro della cosmo Art dell’Istituto Solaris  I Have new Toots on heart e nuove radici costruiamo noi insieme a voi Amore, Bellezza e tante all’infinito.

A proposito di teatro della cosmo art mi sa che non ve ne ho mai parlato…beh…rimedierò   uno dei prossimi post voglio raccontarvi la mia esperienza.

Buona vita a tutte le radici

Le mani

Sulla pagina You tube dell’Istituto Solaris ci sono tanti video belli e utili e dio solo sa quanti ancora ne verranno e quanto saranno altrettanto belli a considerare dalle tante energie che sono perennemente a lavoro in questa fantastica scuola di saggezza. Ad ogni buon conto mi sono fermato su questo video e mi sembra ieri che lo abbiamo girato, un lavoro semplice tutto sommato ma al tempo stesso molto significativo. Le mani che si cercano, si toccano e che si allontanano, le mani che sono ciò con cui tocchiamo il mondo, la vita, gli altri e anche noi…le mani, che se fossimo uno stato, un governo, allora penso che le mani sarebbero i nostri diplomatici in giro per il mondo ed a loro affidiamo il compito di stabilire un contatto, il primo forse…prezioso. Mani calde, mani fredde, mani ansiose, mani sudate, mani pulite, mani ferite, mani sporche, mani colorate, scarabocchiate.

Quel giorno ero presente alle riprese, meno male che c’ero…dico oggi, così posso godere di questa gioia ed è con gioia lo condivido con voi.

Scenario Politico Italia_6. Tema immigrazione

Il governo è all’opera, a molti piace e a molti no. I sondaggi dicono che è il consenso è alto. Le opposizioni sono alle prese con problemi interni e lavori in corso per ridarsi una identità politica progettuale nuova.
Il tema della sicurezza fino ad ora è stato in prima fila e il leader della Lega è passato all’incasso di un consenso facile.

Tema immigrazione, anch’io ho un pensiero in merito.

immigrazioneIi tema non può ( e non voglio che sia) essere visto come un esperienza umana circoscritta alla sola esperienza italiana, anche se molti vorrebbero che così fosse . Il fatto è che da sempre la gente si muove, nel mondo oggi nessuno più può permettersi di stare fermo, nel mondo oggi noi tutti siamo in continuo movimento. Io sono figlio di genitori che hanno trovato nell’emigrazione in Germania le opportunità lavorative, i miei genitori si sono mossi per costruire la loro storia e dare una opportunità alla mia ed a quella dei miei fratelli.
Il tema dell’immigrazione è un fatto umano, è un tema dell’umanità che è ospitata sul pianeta terra. E’ “il tema” e richiede una planetaria trasformazione perchè lo dico subito e lo scrivo in maiuscolo NESSUN MURO, NESSUN BLOCCO NAVALE, NESSUN ESERCITO, NESSUNA ARMA potrà mai fermare chi sta scomodo e vuole muoversi.

A noi “Italia” la vita chiede di fare la storia perchè:
– Noi nel mare siamo braccia tese;
– A noi la vita ci ha voluti qui e non al nord europa;
– A noi la vita ha donato grande accoglienza;
– A noi la vita ci ha fatti “Italiani”, santi, poeti e Navigatori;
– A noi la vita affida il compito di pensare un mondo nuovo;
– A noi la vita chiede di portare il “tema” nel mondo e farne prendere coscienza;
– A noi la vita chiede di vedere olte le paure;
– A noi la vita chiede di allearci con lei per alimentare darsi un anima nuova;
– A noi la vita ci ha fatti generosi e ci ha fatto conoscere l’emigrazione;
– A noi l’essere umano di un altra terra non piace trattarlo male;

Che ci piaccia o meno a Noi la vita chiede di essere alla testa di un nuovo progetto di mondo. Io sono con la vita.

Conosciamo la storia di Robin Máxkii

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Accedo su internet oggi e nell’home page di google mi cattura la scritta :Search On: una studentessa cambia il corso della sua vita con una ricerca su Google.

Incuriosito entro e leggo una bellissima storia che mi ha trasmesso belle emozioni. Un passaggio tra tutti mi ha colpito e lo riporto con piacere: “Sul suo blog Native Notes, dove da anni trattava con fervore i problemi dei nativi, Máxkii ricevette un commento anonimo che diceva che per cambiare attivamente la comunità di cui parlava avrebbe dovuto andare al college. “È da qui che è iniziato tutto”, dichiara Máxkii. “Quel commento è stato uno stimolo per me. Io mi limitavo a lamentarmi delle cose, ma ecco davanti a me una soluzione”.

Se vi va di leggere tutta la storia basta cliccare sul link. Buona lettura e buona giornata a tutti

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Dono e Gratitudine. Il “Grazie” che ci fa crescere

sei_uno_scrittore_11_indizi_per_capirlo_00Antefatto: “A scuola in classe di  mia figlia necessitavano di zanzariere. Una coppia di genitori avutane notizia dalle maestre o avendo captato che c’era questa necessità si sono resi disponibili all’acquisto e montaggio. Quando la notizia è approdata sul gruppo whatsapp molti genitori hanno ringraziato e molti hanno sottolineato che l’iniziativa andava condivisa nel gruppo e che ci si sarebbe dovuto far carico delle spese.”

Da qui mi è la mia riflessione sul dono e sulla gratitudine.
Come ci comportiamo quando riceviamo un dono?
Un dono è un atto, per sua natura, di liberalità da parte di qualcuno verso qualcun’altro.
Non è obbligo accettarlo, un dono infatti si può anche rifiutare.
Nel nostro gruppo ci sono stati più “grazie”, quindi assumento il gruppo simbolicamente come un individuo affermo che in ogni persona c’è un inclinazione positiva maggioritaria sul sentimento della “gratitudine” piuttosto che quella di recriminazione, che anche c’è!
Alcuni non hanno gradito e in questo mi permettono di vedere alle ns parti, più coriacee e resistenti.
time-doctor-create-blog-post-without-writing-624x423Ricevere un dono ci mette nella gioia ma ci può mettere anche in crisi (“non mi ha considerata/o – Anche io voglio contribuire – Era giusto condividere ecc ecc”).
Se agiamo la saggezza e contattiamo il dolore e teniamo per noi l’incazzatuta rinunciando alla reazione di indirizzarla verso l’altro ecco che la cosa che ci fa dolore per non essere andata come volevamo/desideravamo/ritenevamo giusto può divenire un occasione per fare un passaggio di crescita per migliorare la qualità della ns vita.
In termini generali ognuno di noi nella propria storia ha motivi di recriminazione che frequentemente ricontattiamo proprio nelle situazioni tipo queste.
Le insoddisfazioni ed il dolore oltre a farci soffrire alimentiamo le pretese e attendiamo così tutti – legittimamente seguendo el ragioni della ns mente –  di essere ripagati.
Vi svelo un segreto dalla mia esperienza: “Quel momento non arriverà mai, facciamocene una ragione. E’ solo una sega mentale. Quella precisa forma di restituzione che tanto ci seduce non arriverà mai.  E prima ce ne accorgiamo e prima smettiamo di alimentare la rabbia e le pretese che ci ingabbiano”. Come dice Antonio Mercurio scegliamo di essere felici e non di avere ragione.

In generale noi aiamo abituati a ricevere doni in situazioni convenzionali e da persone che conosciamo, accade ai compleanni ad esempio ed a natale ecc. Questi non arrivano all’improvviso e non ci “spiazzano”, sono attesi e noi ci posizioniamo già preventivamente nella disponibilità e nella “normale aspettativa” di riceverne…insomma siamo pronti.

Ma come la mettiamo con le persone che non conosciamo e per i doni che arrivano come invasioni e senza avviso alcuno? Come la mettiamo con i doni che non sono stati chiesti? Che fare quando nella pancia morde la bestia della rabbia?

Ecco il mio suggerimento e non guardare al fuori “all’accadimento in se ed a chi ha fatto cosa” bensì invito a fare un bel respiro e prendere tempo per centrarsi invece su ciò che si prova e vedere in che modo se quella rappresentazione di situazione  attinenza storica nella propria vita.

thank you text on black and brown boardDecidiamo e scegliamo di essere saggie basta farci fregare dall’orgoglio e dalle pretese, non entriamo in dinamica con le umane imperfezionid egli altri (lasciamo correre e perdoniamo loro e noi), sintonizziamoci sul sentimento della gratitudine per ogni cosa che ci viene in dono e con questo sentimento (da alimentare tanto tanto) rinforzaiamo l’amore per noi inteso anche come esser disponibili a riconoscere i tanti doni che riceviamo ogni giorno, magari anche dalla macchina di fianco che pur avendo la precedenza ci lascia strada e magari dal collega che ci offre il caffè… e rendiamoci disponibili a donare a nostra volta la gentilezza e la cura nonchè il risultato della nostra crescita affincheè possa essere di aiuto a qualcun’altro. L’arte di sentire dentro la gratitudine, di seminarcela nelle vene,  scioglie le pretese e ci apre alla ricchezza della vita, scioglie la rabbia e ci fa sentire bene.
Siamo grati ai doni, in ogni forma essi arrivano, non critichiamoli.
Siamo grati alla vita che anch’essa è un dono ( il grande dono), in ogni modo e forma essa è arrivata.
Siamo grati alla ns famiglia che ha fatto per noi il meglio che poteva.
Siamo grati a noi perchè stiamo cambiando e ci stiamo riconcependo nell’amore.
Siamo grati, siamo liberi di sentire dentro la gratitudine.
Non abbiamo paura a dire grazie, ogni grazie che diciamo e un atto di amore per noi ed è un dono che noi facciamo a noi stessi…credetemi.

Grazie ai genitori del compagnio di scuola di mia figlia per il loro dono e grazie a tutti i genitori che ogni giorno donano qualcosa.
Grazie a me che mi impegno tanto e che a volte riesco bene e altre un pò meno, e ora affermo di nuovo che mi voglio bene e che se sbaglio mi sintonizzo con il perdono per me stesso e scelgo di riparare facendomi dono della speranza.

Le foto sono prese in rete,  grazie a foto gratuite di WordPress per foto “Thank You” ed al sito http://www.sulromanzo.it per le due del bambino scrittore

Sopravvissuti e Artisti. 38°Seminario di Cinematerapia

In questo periodo sto lavorando a questo evento🤗 e ho piacere di parlarvene. Il prossimo 20 e 21 Ottobre presso l’IStituto Solaris di Roma si terrà il 38°

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seminario di Cinematerapia. Si lavorerà con la visione del film The Martian (Sopravvissuto) un film del 2015 diretto e prodotto da Ridley Scott.

La proposta di crescita di questo seminario questa è sul potenziamento del nostro Io Artista.

Possibili domande: Chi? Io Artista? Ma io? Ma mica sono un artista io…io faccio l’impiegato😁?

Risposta: Tutti mettiamo mano alla ns vita elaboriamo emozioni e gestiamo situazioni. Combiniamo emozioni e le trasformiamo come fanno gli artisti classici as esempio con i colori, noi e loro allo stesso modo operiamo scelte e creiamo😎😎. Ecco quindi che anche noi abbiamo un Io Artista già bello e pronto, e che lavora da tanto tempo silenziosamente.

In che senso🤔🤔? Ok Seguitemi.

Nel film c’è un giovane astronauta biologo che fa parte di un progetto di ricerca spaziale ed un bel giorno la vita e le sue scelte lo portano ad approdano su Marte. Una brutta tempesta però si catena sul pianeta ed ecco che la missione viene abortita e tutto l’equipaggio scappare via. Nel corri corri il giovane Mark (interpretato da Mat Demon) ha un incidente e il suo sensore vitale smette di funzionare al punto che il resto dell’equipaggio lo ritiene morto, ripartono senza di lui. Al risveglio dopo la tempesta ed un pò stordito il nostro giovane biologo si ritrova solo, su un pianeta inadatto alla vita umana per lunghi periodi e con risorse alimentari per max 30 gg. Insomma un gran bel casino a cui deve trovare una soluzione…e la trova e sopravvive. Ma non vi racconto i particolari del film che – se non lo conoscete – vi invito a vedere.

Veniamo invece a noi😋.

Tutti noi, se vogliamo, siamo dei sopravvissuti. A ciascuno di noi è capitato di trovarci in situazioni ostili e/o minacciose. Forse non ne abbiamo memoria ma la storia della vita di ognuno di noi è farcita anche di queste esperienze. Una prima fase di contatto di difficoltà può essere stato anche la nostra vita intrauterina. Eravamo attesi, o no? Eravamo desiderati maschi o femmina? Era il momento opportuno per arrivare? Com’era il clima che viveva la madre e quello del suo ambiente familiare e comunque com’era il suo mondo allora? Era felice? Era spaventata? Ha avuto paura?

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A noi piace – e permane in noi – l’immagine del tempo del nostro approdo (concepimento e gravidanza) alla vita come a una fase di totale beatitudine cullati e sostenuti nel comodo ambiente intrauterino. Forse il ricordo permane perché tanto tantp tempo fa era così, ipotizzo.

Nello sviluppo del mio intervento però devo introdurre delle variabili storiche ed esistenziali, in estrema sintesi: ” Anche in quel periodo succedono tanti casini e non tutto va come vorremmo. I genitori sono persone del nostro tempo e oggi vi pare davvero che alla gioia per l’arrivo di un figlio non si accompagnino anche tante paure. Vi pare che tutte le gravidanze sono desiderate?”, ecco insomma anche quell’esperienza ha i suoi casini…

Nel mio articolo mi ispiro al contributo ed al grande patrimonio disciplinare dell’antropologia personalistica esistenziale ideato dal prof Antonio Mercurio è più precisamente al lavoro fatto dall’autore proprio sulla tema della vita intrauterina. Laviro avvalorato e universalmente riconosciuta e confermata anche a livello scientifico. Gli studi e l’esperienza di lavoro oltraventennale ci dicono che la vita intrauterina pur nella sua magnificenza non è però privo di sofferenze e di traumi, e di paure.

Immaginiamo un giovane “noi” piccolo piccolo che si trova un pò come Mark su Marte e deve trovare una soluzione per portare a casa il proprio progetto di vita ( a ciascuno il suo).

E quindi 😎dato che siamo qui, io a scrivere e voi coraggiosi a leggemi spero😀 c’è è un dato di fatto ed è che noi siamo stati Artisti ed abbiamo trovato soluzioni.

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Abbiamo un bell’artista dentro di noi e con questo seminario vogliamo andarlo a conoscere meglio😍.

Noi consapevoli del ns potere artistico “possiamo” crescere e far fruttare i nostri talenti e la nostra capacità artistica e fare salti esistenziale importanti passando da quell’universo di quotidianità in cui si “sopravvive” ad una nuova era autentici artisti e figli della vita ” vivi e viventi…e creatori di bellezza nella ns vita e di ogni cosa buona per noi”.

Si può fare e ce lo meritiamo. Io ci sarò, orgogliosamente a lavoro per preparare questo bellissimo evento e se vi va di partecipare contattatemi pure, oppure contattate istituto Solaris a questo link. Buon we e se siete arrivati a leggere fin qua sotto beh, vi meritate uno speciale ringraziamento e se me lo fate sapere nei commenti sarà anche lieto di leggervi e di ringraziarvi uno a uno😀

Buonanotte

…ai sognatori di stelle
ai matti barcollanti tra le certezze
agli amici silenziosi degli ansiosi.
… alle pulsazioni del cuore
alla mente voluttuosa
a chi zappa e si soddisfa del solco tracciato.
…al desiderio che si trattiene
ai pensieri imbottigliati
alle abortite azioni.
…a tutti buonanotte
che siate orgogliosi
guerrieri delle stelle
creatori cosmici
seminatori dell’universo
buonanotte

Riemergere all’Amore.

Come Ulisse con le sirene anche a noi può capitare (a me capita) di seguire voluttuose derive di pensieri rabbiosi, vendicativi, rancorosi e distruttivi 🤢🤢🤢 rincorrendo falsi conigli bianchi e ologrammi alimentati a fumi di rabbia, pretese, veleni e dolori😣😣. Io? Proprio stamattina ho viaggiato tra le braccia di una seducente sirena. Poi la vita mi ha portato a frugare nel mio zaino e la mia mano ha ritrovato il “manuale del guerriero della luce” (con me sempre da oltre 12 anni) ed ho aperto una pagina a caso con il cuore voglioso di pace ed ho trovato questa risposta (foto in basso). Affermo: “Mio maestro interiore, scelgo di riemergere perché questi fondali non mi piacciono e mi fanno star male”.

Nessun moralismo…Capita, ci sta! Facciamocene una ragione ma soprattutto decidiamo di non starci nelle nebbie o sott’acqua come dice il manuale , ok abbiamo visto/rivisto la “solita storia”, in qualche modo ci serviva ricontattarla…ma ora riemergiamo ok😊😊! E quando capita non diamoci troppo addosso (doniamoci il massimo bene) …sono solo fasi tempestose di un lungo e avvincente cammino che siamo noi e che è la vita. Se vi chiedete perché lo facciamo beh io rispondo che forse lo facciamo perché ci siamo avvezzi – lo facciamo da una vita, ci è quasi familiare e poi in giro lo fanno tutti !! – e poi è una reazione immediata della nostra mente quando siamo sotto pressione e riviviamo dolori antichi.

Dico che è un bene che “vediamo” e dico che andiamo oltre e scegliamo di condividere la speranza così aumentiamo la ns consapevolezza di essere navigatori e creatori di bellezza per noi e per la vita e poi se qualcuno anche ora sta in fase tempestosa chissà che non possa trovare in questo post di condivisione un approdo utile per riemergere😀…dai amico…aggrappati e tirati su. Buona settimana a tutti