Messaggio dal Nespolo: “Andrà tutto bene”.

Che poi ciò che deve germogliare germoglia, ed i frutti arrivano. A volte i semi piantati da tempo attendono più del dovuto per germogliare, a volte può capitare di perdere la speranza e archiviare la cosa. Poi quando meno te lo aspetti la vita sa meravigliarci con il suo progetto ed i suoi tempi. Messaggio al mondo dal piccolo nespolo spuntato nel vaso di casa:” Seminate, prendetevi cura dei vostri progetti e quando non sapete che fare e viene meno la speranza è bene pregare più che disperare…andrà tutto bene! Parola di Nespolo.

 

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Vi ricorda qualcosa questa foto? Forse perchè è stata omaggiata da Martin Scorsese nel suo film Hugo Cabret. Ma cosa rappresenta esattamente? Il 22 ottobre 1895 presso la stazione Montparnasse di Parigi si verificò uno degli incidenti ferroviari più spettacolari nella storia delle ferrovie francesi. Una locomotiva non si fermò alla fine del binario e precipitò fuori dalla stazione. Le fotografie dell’incidente fecero il giro del mondo e l’immagine della locomotiva a vapore appesa dal primo piano della stazione di Montparnasse è ancora oggi molto conosciuta. Il treno era in ritardo e per questo motivo il macchinista aveva deciso di far andare il treno più veloce – e più a lungo – nel tentativo di recuperare qualche minuto. Nonostante i tentativi di frenare per tempo la corsa, il treno entrò in stazione a velocità sostenuta e andò a sbattere violentemente contro i respingenti posti alla fine del binario proseguendo poi oltre i binari e sfondando la facciata della stazione. Fortunatamente tutti i vagoni passeggeri rimasero all’interno della stazione riducendo notevolmente le conseguenze dell’incidente per le persone. L'unica vittima dell'incidente fu una signora colpita da un calcinaccio precipitato a causa dell'incidente. La foto venne scattata da George Levy. #lefotografiechehannofattolastoria #accaddeoggi #hugocabret

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Welcome Love

Vieni Amore …io non mi opporrò,
Vieni carezza … mi farò trovare disponibile,
Vieni cura amorevole… mi lascerò avvicinare,
Vieni Amore…di te mi fido,
Vieni Amore…ti riconosco e ti sono grato.

Amici fatemi dono della esemplificazione.
Partiamo dall’assunto che Amarsi tutto sommato è facile …e anche Amare un’altro lo è!
Ed essere amati come lo vedete?
Io dico che è un passaggio importante e necessario nella vita di ognuno.
Noi riceviamo costantemente amore e di questo ci nutriamo anche quando non lo riconosciamo. Riconoscere i doni e l’amore che ci arriva ogni giorno è un lavoro minuzioso e dobbiamo imparate a saperlo riconoscere sempre meglio ed a distillarlo da ciò che ci accade.
Ci arriva in modo perfetto e ben riconoscibile? Magari fosse così, purtroppo mi sento di dire che frequentemente bisogna essere bravi a riconoscerlo per goderne dopo aver tolto tutto il grezzo e lo sporco attorno.
Noi tutti percepiamo l’amore nonostante lo schifo intorno e ne godiamo seppur mantenendo un certo distacco e questo ci frega.
Ci frega perché nel “distacco” si annidano le nostre pretese che “ci è dovuto”.
Le pretese occludono il desideri del nostro cuore che invece vuole essere consapevole dell’amore che c’è, senza giudizio alcuno.
L’amore in noi chiama l’amore ed è pronto e già gode di ciò che arriva con intima posizione di gratitudine.
La gratitudine facciamola emergere e livello di coscienza e godiamo di questa speciale attitudine perché è la strada della gioia e di una speciale relazione con la vita a cui ciascuno può dare il nome che vuole.

Vieni Amore …io non mi opporrò,
Vieni carezza … mi farò trovare disponibile,
Vieni cura amorevole… mi lascerò avvicinare,
Vieni Amore…di te mi fido,
Vieni Amore…ti riconosco e ti sono grato.

I doni della vita

I doni, i regali grandi e piccoli arrivano a noi. A volte non ricordiamo e non riconosciamo chi li ha portati. Peccato, ma ad ogni modo in ogni regalo e dono che abbiamo ricevuto e che sappiamo riconoscere c’è dentro un messaggio della vita che dice che ci ama e che ci vuole bene…e che a volte si avvale di ignari messaggeri e di convenzionali occasioni per accarezzare il nostro cuore.

40° Seminario di Cinematerapia

Si è tenuto questo fine settimana il 40° Seminario di Cimematerapia. Un bel traguardo per gli eventi di benessere dell’istituto solaris. È stato un seminario molto ricco e si è creata una bella energia e tanti approfondimenti e riflessioni da oggi arricchiscono la vita dei partecipanti.

Vita Ora

Come in pausa, come sospesi al tempo
attendiamo il momento propizio per vivere
e intanto vita già…è.
E’ già vita … mentre combattiamo conflitti vecchi
E’ già vita in ogni contatto superficiale
E’ già vita in ogni carezza data
in ogni dono fatto e ricevuto.
E’ già vita ed è già piena
già pronta per creare
essere grati
amarsi, amare ed essere amati
… e godere
Non più pause, non più sospensioni e attese,
con gratitudine aprire il cuore
respirare l’amore
che vita già è…anche ora.

Alimenti sani e pensieri positivi

Come certi cibi sono da evitare per i valori del colesterolo allo stesso modo certi schemi di pensieri ed abitudini sono da evitare per i valori del nostro benessere e per la nostra serenità. In un caso e nell’altro ci vuole tanto amore per se e fermezza nella rotta del cambiamento.

Accadimenti

Accaddono tante cose ogni giorno. Alcune sono belle, alcune no. Rispetto ad essi poi dobbiamo prendere una posizione… Come loro.

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ACCADDE OGGI: 16 ottobre 1968. Gli atleti statunitensi Tommie Smith e John Carlos vengono espulsi dalla nazionale olimpica. Probabilmente la foto più famosa della storia delle Olimpiadi e una delle più iconiche del Novecento: Tommie Smith, al centro, e John Carlos, a destra, alzano al cielo il pugno avvolto in un guanto nero per dire no al razzismo dopo aver vinto rispettivamente oro e bronzo nei 200 metri. Prima della finale dei 200 metri, Tommie Smith studia qualcosa che sia fatto di vittoria, di silenzio e di grande carica simbolica. Il piano viene studiato e i due atleti dominano la gara applicando poi il loro "piano" sul podio: calzini abbassati per denunciare la povertà della loro gente e pugno guantato di nero (simbolo del Black Power) sollevato durante l'inno nazionale statunitense ascoltato rigorosamente a testa bassa (per vergogna) e una collanina di piccole pietre al collo (“ogni pietra è un nero che si batteva per i diritti e per questo venne linciato”).. Ma tra questi giganti, pochissimi notano il secondo classificato. Un bianco australiano di nome Peter Norman che sembra quasi stonare in mezzo a questi giganti. E' lui a suggerire ai due americani di usare un guanto nero a testa, dato che non ne avevano due paia. Chiede poi di poter utilizzare anche lui lo stemma del Progetto per i Diritti Umani. In suo aiuto accorre il canottiere Paul Hofmann, anche lui attivista del Progetto Olimpico, il quale presta all'atleta australiano il suo stemma. Subito dopo la premiazione scoppia la bufera. Il Comitato Olimpico Internazionale pretende una punizione esemplare. Tommie e John non chiedono scusa venendo così esclusi dal team americano e cacciati dal villaggio Olimpico. Il tempo darà loro ragione. Una sorte diversa toccherà a Norman. Tornato in Australia verrà condannato dai media e successivamente escluso da qualsiasi competizione sportiva nonostante il suo risultato sorprendente alle Olimpiadi. Solo nel 2012 venne riabilitato dal Parlamento Australiano. #lefotografiechehannofattolastoria #accaddeoggi #tommiesmith #johncarlos #peternorman

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Il mio video: “La mia polvere di stelle”

Nel mio percorso formativo l’uso delle arti è una bella qualità. Dieci anni fa ho realizzato questo video a cui ho dato il titolo “La mia polvere di stelle”. Oggi lo ritrovo e mi fa sempre molto piacere rivederlo. Ricordo che ho girato tanto per trovare un gruppo di ragazzi che giocasse in un “campetto” a pallone. Quando vivevo in puglia ed ero ragazzino avevamo anche noi un campetto e da lì sono partite tante avventure.  Come me tanti compagni di viaggio e di formazione hanno realizzato video che potete vedere sulla pagina youtube dell’istituto solaris. Oggi vi auguro buona visione con il mio lavoro.

Mi rendo disponibile a migliorarmi…con amore.

Capita che certe situazioni e certe persone ci stanno pesantemente sulle scatole per non dire altro. Capita che frequentemente quelle situazioni e quelle persone, senza magari saperlo o volerlo, ci mettono in crisi.

Ora vi invito a fare gli artisti ed a vedere alle relazioni con queste persone e alle cose che accadono  in modo “geniale”, fare gli artisti e non le vittime.

Come? Beh ecco la mia proposta. Consideriamo che da loro (i rompiscatole di turno) ci arriva un messaggio grezzo che contiene dento un invito speciale. Un invito a usare meglio le nostre abilità e talenti e ad essere e divenire – semplicemente – delle persone migliori

Quando capita e percepiamo che possiamo fare di più, magari ci sentiamo un pò delusi “nudi, spiazzati e increduli” dato che dentro di noi pensavamo già di essere “migliori”… e invece no! O meglio SI, lo siamo e siamo già molto bravi e abbiamo fatto un sacco di cose buone,  ma quel messaggio arriva dalla vita e dal ns Sè e insieme ci chiedono di essere geniali artisti e non vittime reattive e rabbiose.

Scegliamo così di fare fare cose speciali, a partire dall’assumere la speciale posizione interiore di “apertura e disponibilità a fare nuovi passaggi di crescita”

È obbligatorio? Nulla è obbligatorio, abbiamo la sempre la libertà di scegliere se dare un valore a questi messaggi che arrivano dalle fasi “difficili” oppure se liquidare tutto con il classico “sono solo degli stronzi!”.

Nella fase “burrasca” prendetevi del tempo, ascoltatevi profondamente, entrate in quella area sacra e intima in cui sapete benissimo cosa fare e vi sono ben chiare le opzioni. Confidatevi con qualcuno se lo preferite, scrivete, pregate, chiedete aiuto e usate ogni strumento a vostra disposizione per fare in modo di rendere possibile l’impossibile. Non è un gioco e in queste fasi dalle decisioni deriverà anche la qualità della nostra vita.

Siate certi che tutto prenderà la giusta strada e noi cresceremo ancora e ancora. 

Paradossalmente le situazioni ad e persone che mi/ci mettono in crisi e ci stanno – a volte – sulle scatolette😁😁😁 ci fanno un favore a loro insaputa. E dirò di più: “E se li avessimo scelto noi le situazioni e le persone per vedere meglio i passaggi che desideriamo fare per realizzare il ns progetto, passaggi di cui non abbiamo consapevolezza e che riusciamo a contattare meglio quando contattiamo una sofferenza o un disagio?  Certo poi una volta collaudati gli strumenti della capacità di amarci dell’ascolto del nostro Sè e della capacità di scegliere in libertà di essere artisti e non vittime beh…teniamoli sempre attivi e operativi e come detto “disponibili a farlo”.

Ogni esperienza è un opportunità

A volte amiamo ciò che facciamo, a volte ci è insopportabile… come il lavoro, per esempio. Gioie e dolori, una ricerca continua di armonia ed una continua sfida a superare e trasformare le difficoltà.

Io sono certo che ogni cosa che ci accade ha un senso per noi, e per sapere qual’è ci dobbiamo mettere in ascolto autenticamente.

 

Atelier Lavoro, Arte esistenziale e volo.

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L’ambiente di lavoro è un laboratorio pazzesco, mette a nudo tutto e mette a nudo tanti. Tutti sappiamo vedere le criticità e le potenzialità degli altri ma solo chi ha coraggio e strumenti adeguati può scegliere di andare oltre e vedere le proprie, e se le assume responsabilmente e con intento trasformativo beh allora si fa l’arte e si fanno capriole esistenziali buone per spiccare il volo verso la prossima tappa del cammino della realizzazione di sé.