…poi quel giorno divenne l’11 settembre

Dopo la laurea come tanti mi sono trovato a dare una risposta alla domanda: E ora che faccio? Io e il mio PC con modem a 56k dal suono indimenticabile abbiamo iniziato a cercare in rete la risposta, ed a familiarizzare con parole come Curriculum Vitae e Lettera di presentazione. Appostato nella mia stanza con il tempo che mi metteva ansia e l’interrogativo che si faceva sempre più grande e ansiogeno ho iniziato a mandare e-mail in tutta l’italia con oggetto: “Candidatura spontanea”.

Ero felice quando mi rispondevano e mi piaceva che qualcuno comunque avesse letto la mia e-mail di giovane neolaureato e quindi senza nessuna esperienza.

Poi dopo qualche mese dai festeggiamenti con l’ansia galoppante mi candido anche per un master in gestione aziendale a Milano “Corso di formazione interdisciplinare Natale Toffoloni”, mi chiamano e dopo un colloquio mi assegnano una borsa di studio quindi pronti … partenza … via si parte destinazine Milano e Bye Bye interrogativo!! Scampato pericolo, avevo qualcosa da fare e che poi sicuramente mi avrebbe permesso di entrare nel famoso “mondo del lavoro”.

Ritorno a settembre a Milano dopo che il corso è finito a Giugno, con il mio master fresco fresco e con grande entusiasmo da giovane potenziale manager delle più disparate aree aziendali mi propongo con aziende del mio territorio e della mia regione, la Puglia.

Com’è andata? Beh lasciamo perdere!! A fine Agosto ritorno a Milano dove avevo ancora un punto d’appoggio, faceva caldo e avevo tanto tempo libero e mi muovevo in lungo e in largo per la città tra una selezione e l’altra. Le chiamate non mancavano e ho fatto molti colloqui, tante cose stavano maturando ma io mi sentivo un po sfiduciato perchè poi la domanda: Ora che faccio? aveva ripreso a bussare alla mia attenzione ed io volevo una risposta subito!!! Che Palle!!!

Dopo aver mangiato mi stendo a riposare, e faceva ancora tanto caldo, l’estate era ancora nell’aria e il contrasto tra il caldo e le case di Milano era un po un pugno nello stomaco.

Ricordo il caldo, lo ricordo bene e ricordo che a svegliarmi fu la mia ragazza che mi invitava ad accendere la TV. Tutti i canali erano in diretta … poi quel periodo finì e quel giorno divenne per sempre “l’11 settembre 2001”.

 

 

4 risposte a "…poi quel giorno divenne l’11 settembre"

  1. Ero appisolata anch’io in poltrona nella pausa fra le attività della mattina e quelle del pomeriggio, l’ultimo giorno prima dell’inizio delle lezioni (in Alto Adige la scuola comincia prima e finisce dopo che nel resto d’Italia), la radio bassissima, come sempre, e all’improvviso arrivano voci di aereo nel grattacielo, grattacielo in fiamme, secondo aereo… Le solite americanate, penso, ma a chi è che piacciono questi film del… Poi mi sono resa conto che non era un film. L’anno dopo l’11 settembre era il primo giorno di scuola, e il preside nel discorso inaugurale ha ricordato la tragedia, e il collega di fianco a me: “Se sapesse quanto ne sono contento invece io!” Perché avevano fatto fuori un sacco di americani di merda. Che fosse una brutta persona lo sapevo da un pezzo, ma fino a questo punto non ero arrivata a immaginarlo.

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    1. Quell’evento credo che nei primi istanti quando si parlava di “america sotto attacco” ha suscitato non poche proiezioni. Gli USA si prestano a tante proiezioni e il tuo collega ha espresso un sentire diffuso. In quel momento tante cose un tempo “sopite” sono riemerse e molti pensavano fosse l’inizio del riscatto dei poveri e sottomessi e sfruttati dall’imperialismo contro il grande tiranno. Gli USA come paese ma tante persone sul piano individuale possono essere destinatari di proiezioni di vissuti umani profondi. Siamo umani anche in questo e il tuo collega credo sia stato autentico nell’esprimere il suo sentire, un sentire non solo suo e che in tanti ed in tanti modi ( magari non in quel momento) hanno espresso ed ancora esprimono ogni volta che si condanna un modo di essere U.S.A.

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