Ciao Natale…e grazie Vita

Dura Elliot vero? Eh caro mio, il Natale è tosto. Oggi approfittiamo per togliere l’albero che nell’ultimo mese hai assalito a più riprese godendo come un riccio a giocare con le palle quando noi eravamo fuori casa😣😣 e tante ne hai rotte…😂😂😂tante proprio.
Primo natale di Elliot con noi, e nostro con lui. Come lui anch’io sono un po’ affaticato ed è stato un periodo molto intenso di emozioni. Oggi voglio fare una sintesi e voglio dire e dirmi che ho fatto del mio meglio per star bene ed essere felice per me e per la mia famiglia…ho faticato perché per essere felici ci vuole tanto lavoro di spirito, di amore continuo, di decisione e di libertà da conquistare ogni giornone consolidare con nuove decisioni e ancora tanto amore e poi ancora…ancora…e ancora. Sono soddisfatto di come è andata, mi perdono per gli errori che ho fatto. Quest’anno più di altri ho sentito il movimento intestinale dei sensi di colpa. Chi ha i parenti e la famiglia di origine lontana sa quanto ci si sente un pochino dilaniati. Che fare? Stare a casa? Andare? Faccio bene? Faccio male? Eccccheeeepppalllleeee!!!! Insomma con questi elementi un giro mi riconosco di aver fatto un buon lavoro insieme alla mia compagna e Emma. Noi continuiamo nel solco di una tradizione nostra che si nutre ogni anno di amore e conferme progettuali…e combattiamo i sensi di colpa. Quindi caro mio Elliot anche tu hai fatto tanto, buon riposo.

19 risposte a "Ciao Natale…e grazie Vita"

        1. Grazie per la condivisione. Ti capisco e comprendo il tuo dolore e sento quanto è importante rimanere centrati sul nostro progetto e quanto amore dobbiamo agire per non essere sommerse dalle acque minacciose del dolore e del giudizio.

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    1. Il fatto è che il tempo del natale è un tempo particolare. Diversi antropologi hanno studiato il tema e di tante cose dette ve n’è una che mi ha catturato l’attenzione e spesso mi solletica riflessioni. Il natale, dicono, ha l’effetto di ristabilire dei “ruoli”. S’intende con questo che a Natale anche se sei un papà, una mamma, un marito o una moglie ed hai quindi la tua famiglia tutto questo viene un po’ messo in “pausa” e a natale ritorni ad essere figlio dei tuoi genitori e appartenente come fratello/sorella ad una famiglia di origine. È per questo che a natale la forza attrattiva verso questi si fa tosta e emergono sensi di colpa. Affermarsi come progetto é un lavoro duro…e da cui non dobbiamo tirarci fuori se vigliamo crescere come persone libere (il che non c’entra nulla con l’affetto parentale). Farsi dono della libertà è un bel regalo ogni giorno e tanto più suamo liberi ed autentici tanto più anchebi nostri rapporti con i nostri cari saranno sani, liberi e non dettati dal senso di dovere o peggio dai sensi di colpa.

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