Tanto Quanto Basta

Tutto serve alla vita
Tutto serve nella vita
Anche i palloni gonfiati servono
Serve il loro essere visionari
E’ utile il loro saper fantasticare
E’ un modo comunque per iniziare
Tutto serve alla vita
Tutto serve nella vita
Chi si pavoneggia
Chi non si fida
Chi vuole controllate
Chi vuole primeggiare
Chi non si vuol far comandare
Chi è allergico ai pennuti
Chi vuole fare come gli pare

tutto serve si ne sono sicuro
Ma Quanto? Tanto quanto basta.

Informazioni su da Zero a Infinito

Ancora in cerca di informazioni su di me che mi soddisfino.
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23 risposte a Tanto Quanto Basta

  1. Ben ha detto:

    Buongiorno Leo, Bellissima riflessione…sempre attuale… Tanto quanto -cadere…- a me viene da pensare… penso alla meraviglia che si apre con la possibilita’ dell’errore, con la sincerita’ di uno sbaglio, che puo’ diventare preziosa opportunita’, generosa lezione… buona giornata!

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    • da Zero a Infinito ha detto:

      si daccordo…ma solo tanti quanto basta che poi oltre si degenera in relazioni malsane 😉. Ciao Ben

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      • Ben ha detto:

        Ma le relazioni malsane non si possono -curare-??? 🙂

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        • da Zero a Infinito ha detto:

          più che di malattia da curare penso al piano di decisioni nuove e di crescita da assumere. Se c’è volontà di farlo si può lavorare per accrescere la consapevolezza e la capacità di decidere in modo nuovo e comunque funzionale al proprio progetto. Se non ci fosse tale intendimento ( che ognuno é libero ) io consiglio di stare comunque attenti, che tali forme relazionali non sono famose per essere utili alla crescita della persona.

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          • Ben ha detto:

            a me non viene in mente – la malattia -, quanto più – l’aver cura di… -, le tue parole mi fanno riflettere sull’energia che abbiamo a disposizione, le nostre forze sono limitate, e certamente risulta utile non disperderle e non lasciarsele – sottrarre- in modo più o meno esplicito, penso comunque che – affrontare- certe situazioni o persone possa essere motivo di insegnamento. Ti faccio l’esempio di una situazione -scomoda – per me, ritrovarsi a un convegno sulla salute psichica del bambino con persone che, nonostante la loro esperienza e – professione -, in un cerchio di dialogo e di confronto si rivolgono agli altri in maniera auto-referenziale, parlando speditamente o alzando il tono della voce. In certe occasioni è stato sofferente – subire l’attacco comunicativo- di certe persone, ma questo mi è stato utile, mi ha incoraggiato e mi incoraggia tutt’oggi a prendere posizione in certi momenti, a tentare di limitare o interrompere certe dinamiche, o ad esprimere la mia -scomodità-piuttosto che reprimerla.
            Grazie per la condivisione! Trovo preziose le tue restituzioni.

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            • da Zero a Infinito ha detto:

              Ciao Ben, ieri sera ho ricevuto il tuo commento ero fuori con Elliot. Ho letto e stavo per risponderti al volo ma poi ho deciso di prendere tempo e andare in giro un pò con questo tema. Il punto di domanda da cui io muovo è: “Quale è il passaggio di crescita a cui questa situazione mi sta mettendo di fronte?”. Grazie per l’esempio che riporti e che mi incoraggia ad approfondire. Ci sono persone che si pavoneggiano tanto e a me danno molto disagio, lo noto molto nell’ambiente di lavoro. A volte resto allibito nel vedere come ci si mette sul podio per delle banalità che io considero come “cose scontate”. Cosa mi chiede la vita attraverso queste situazioni che quando le vivo poi provo un senso di disagi e di dolore. Oggi rispondo nuovamente che la vita mi chiede di riconoscermi sempre più e con sempre maggior consapevolezza il mio valore imparanto ad assumermi sempre più le mie responsabilità. Perchè poi è facile additare l’altro per quello che è e che fa, ma solo scendendo in campo riconoscendosi e assumendosi appieno la propria storia possiamo divenire, crescere ed accrescere la qualità della nostra vita e farne bellezza.
              Di questi “tanti” che mi fanno rabbia ammiro comunque il “mettersi in gioco”.
              Come nel titolo del post però “tanto quanto basta” perchè come dici bene tu non abbiamo tempo illimitato e dobbiamo stare attenti per non invischiarci in complicità relazionali di azioni e reazini consolidate in cui poi nulla cambia. Assumiamo il dolore che proviamo in certe situazioni e chiediamoci quale passaggio la vita ci chiede. Facciamo emergere a livello di consapevolezza sempre più chiaro il ns ostacolo e da qui decidiamo la cosa migliore per noi e che abbia la ns crscita come meta.
              Grazie ancora Ben.

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              • Ben ha detto:

                Grazie a te Leonardo, per il tempo che hai dedicato a questa condivisione e riflessione. Sono felice che tu ci abbia ragionato su, è proprio quello che mi aspetto da certi scambi come il nostro. Ti domando, e mi domando, per mettere in gioco le nostre certezze e opinioni, perché – avverto di poterlo fare-, e se così non fosse, se mi sono sbagliato, mi dispiace ma risposte come le tue mi fanno pensare di essere sulla strada giusta, se non altro quella giusta per me…, da questi confronti, dialoghi, moti, ne esco sempre emozionato, felice di – incontrare persone -, piuttosto che – mestieri -… Buona giornata a te e al simpaticissimo Elliot! Ben

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                • da Zero a Infinito ha detto:

                  Sei/Siamo sulla strada giusta? Bella domanda. Mettiamola così e vedi se anche a te sta bene. Diciamo che nella misura in cui questi passaggi ( impegnativi e a volte anche dolorosi) ci fanno crescere e migliorano la qualità della ns vita allora siamo sulla strada giusta. Se così non fosse allora é bene cambiare rotta😁😁. Che noi gli ostacoli li trattiamo solo al fine trasformativo e per trarne utilità di crescita altrimenti diventa masochismo…e quella è un’altra storia che qui non ci interessa.
                  Ciao Ben e buone cose 😀

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  2. Anonimo ha detto:

    da Zero a Infinito, thanks so much for the post.Much thanks again. Really Cool.

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  3. lilasmile ha detto:

    Leonardo, sei un mito. Vero vero, tutto serve, sì, quanto basta 😉

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