#NarraAscoltaStorie_16. “Zitto e Scopa”

indexHardy non ha certo colpe una grande depressione economica.   Lui è solo un ragazzino e vuole solo essere come gli altri, fare quello che fanno gli altri, giocare e divertirsi, diventare grande si…ma con calma. Si vergogna del padre che a causa delle grande depressione ha chiuso la sua attività ed ora per sfamare la famiglia lavora spazzando le strade di Savannah, in Georgia. Insomma a lui il papà che fa un lavoro così umile non piace e lo mette in imbarazzo. Un giorno incontra Junuh un reduce della prima guerra mondiale, ex eroe della cittadinanza e promessa del golf, che da tempo vive in abbandono e che di vittimismo diciamo se ne intende. Penso spesso al dialogo tra di loro, ultimamente, più o meno dicono questo (liberamente ispirato al film ” La Leggenda di Bagger Vance”): 

Hardy: Sai Junuh… lui scopa le strade…non potrebbe fare qualcos’altro?
Junuh: Cos’altro?
Hardy: Non lo so ma i papà dei miei amici non fanno nulla piuttosto che umiliarsi
Junuh: Apri gli occhi Hardy. Tuo padre è uno che di fronte alle difficoltà ha decido di rimboccarsi le maniche ed invece di dichiarare fallimento come hanno fatto tanti papà dei tuoi amici. Lui ha usato ogni soldo che aveva per pagare ogni creditore di Savannah.
Hardy: Ma non è l’unico che ha avuto una difficoltà!
Junuh: Certo … ma lui ha guardato in faccia le vversità ed ha decido di spazzarle via con una scopa.

daZeroaInfinito.com … pensa che il bravo Junuh ha ancora colpi buoni all’attivo. Sa riconoscere la capacità di riparare con tutto se stessi e sa che questo è un grande valore e potere, ancorché imperfetti. Capita a molti di noi nella vita di fare cose di cui magari non andiamo proprio fieri. Erroriamo 🙂  e prendiamo decisioni che possono avere effetti diretti o collaterali di tipo distruttivo verso cose e/o progetti cui teniamo. che fare in quei casi? Mah…tante cose per carità…ma ci sta anche “Zitto e scopa”.

 

Informazioni su da Zero a Infinito

Amo scrivere di ciò che vedo e che sento e penso, non sono obiettivo e non narro i fatti in se ma ... li uso per parlare, in qualche modo, anche di me.
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