Ma anche no!

moneyChissà quante volte sarà capitato di trovarsi in un dibattito (sterile :-(, purtroppo ) sul cosa è giusto e cosa non lo è, sul cosa è bene e cosa non lo è. A me è capitato ieri. Il motivo di un breve ed intenso scambio è partito dalla constatazione, in un bar del mio paese, del come il titolare avesse applicato prezzi diversi per i diversi clienti a seconda che fossero “clienti abituali” o invece “clienti occasionali” venuti per un evento musicale, il Carpino Folk Festival.

Alla mia constatazione che quel comportamento era “scorretto” mi è arrivata una risposta che mi ha fatto riflettere. Il Succo della risposta, altrettanto incisiva, è stato che chiunque al posto del titolare avrebbe fatto lo stesso, quindi anche io ed il mio compagno di chiacchiera.

Il discorso si è chiuso subito perchè quella constatazione è stata talmente “umana” che ogni altra osservazione avrebbe svilito il senso profondo di quel dire. Io non avevo nulla da dire, ma da pensare si.

C’è una diffusa accettazione della cultura della ingiustizia e della avidità. Accettiamo,  non condanniamo e non ci mettiamo di traverso a comportamenti scorretti verso gli altri e verso noi stessi. Abbiamo come metabolizzato il messaggio sociale “che tutto è lecito” ed ancora che la differenza tra chi ha un comportamento scorretto e chi non lo ha non è un fatto sostanziale quanto cronologico e di circostanza. In estema sintesi “nel furto” siamo rassegnati, ognuno aspetta solo che arrivi il proprio  momento per poter ripagare “l’altro di turno” con la stessa moneta.

Io non so se al posto di quel titolare avrei fatto lo stesso. Il dato di fatto ora è che lui lo ha fatto e secondo me ha sbagliato.

Lo farei anche io al posto suo? Forse … ma anche NO!

Sono fermamente convinto che questi furtarelli non hanno nel piano economico il loro vero scopo, questo è piuttosto da ricercare la sensazione di “potere” . In questo caso una forma di “potere su”, vale a dire il potere che si impone sull’altro asservendoli ad un proprio scopo, usandoli per risolvere un proprio motivo di insoddisfazione. Non vi è riconoscimento in questo potere, ed il suo esercizio è uno sterile investimento di energie.

Forse i clienti occasionali hanno speso 1, 2 € in più per una consumazione.

Al titolare non voglio fare i conti in tasca. Ma anche se avesse incassato 1000€ in più mi domando: “ne valeva la pena?” Ed ancora :”Ha un valore fare la cosa giusta?”.

Per la cronaca, io non ho pagato. La birra me l’hanno offerta con tariffazione “cliente abituale”.

daZeroaInfinito.com…summer people’s.

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