Hey Man! Ci sono guerre in giro.

warHei Man ci sono guerre in giro per il mondo hai visto? Io le vedo e le seguo già da un pezzo.

Ci sono sempre state dici? E dici che non cesserenno solo perchè ora le ho “viste” anche io?

Beh forse hai ragione Uomo, amico mio… me stesso. Ma senti non provi anche tu  da un pò un disagio da “insostenibile pesantezza del sostantivo”?.

( da http://it.wiktionary.org/wiki/inasprimento) Inasprimento: Sostantivo m sing (pl: inasprimenti). Derivazione di inasprire (“aspro”) Sinonimi – aggravamento, peggioramento

Un gruppo di bambini viene ucciso mentre giocano a pallone in spiaggia a Gaza. I media parlano di azione/errore che causerà un inasprimento della tensione tra Israele e Palestina.
The wall 1Un aereo viene abbattuto sui cieli dell’Ucraina, in coro i commentatori sui media temono si possa causare un inasprimento delle tensioni tra il governo di Kiev ed i Filo Russi.

Inasprimento di cosa? In Palestina, in Ucraina, in Siria, in Nigeria, Irak, Afghanistan (per dire le più famose) non c’è nessun rischio di inasprimento….Li la guerra c’è già! Si usano mitragliatrici Uomo…e missili, aerei militari e carri armati, volano proiettili e muore un sacco di gente…Uomo amico mio.

La comunicazione diffusa a livello di media ultimamente è sul concetto di “rischio di inasprimento”. Io non sono daccordo e dal mio piccolo blog affermo che questo uso del sostantivo per parlare della guerra che c’è… è tendenzioso. Esso tende a far persistente ed accrescere un clima di tensione e di attesa. Questa non è notizia – caro Uomo…amico mio – ma spettacolo perchè non racconta ma lavora sul pathos della gente, le solletica nelle passioni profonde ( vita e morte).

the-wall-02Attenzione che questo sistema sta funzionando sai, io lo noto in me, non voglio generalizzare ma ho timore che ci siamo assuefatti alla assunzione quotidiana di una certa dose di morte e distruzione. Non ci spaventano più le guerre che si combattono quotidianamente, senza colpo di scena sono noiose, le diamo per scontate…non le leggiamo, clicchiamo altrove o cambiamo canale.

Non è la notizia che fa audience ma è l’aspettativa…la tensione…il rischio di un inasprimento della situazione. Assistiamo ad una mega telenovela mondiale e, comodi da casa nostra, attendiamo avidamente di vedere “ora cosa succederà” agli altri…mica a noi. In queste telenovele mondiali a tema “la guerra” noi siamo spettatori e guardiamo fin tanto che non inizia il programma di prima serata. Chissà – mi chiedo – se non siamo noi stessi i protagonisti di una ulteriore telenovela che altri seguono per vedere “ora che succede” al popolo italiano… o ai greci…o agli spagnoli… dal titolo “l’economia” o altro. Chissà che non ci piace sadicamente vedere e attendere la fine dell’altro sperando che lo diano anche in diretta TV, in streaming.  Chissà… boh…che dici Uomo ci può stare che siamo così str..zi?

Ho paura amico mio Uomo che tutti insieme stiamo rimuovendo la nostra capacità distruttiva, la stiamo sublimando, trasformando, truccando, e negando con ogni mezzo. Con le parole spettacolarizziamo tutto come se fosse un film. Siamo anche oltremodo bravi a scegliere le parole buone, quelle che hanno successo e che attirano su di se le attenzioni e le emozioni. Amico mio Uomo ho la sensazione che questo è pericolosissimo…non vedi quanto di questa anestetizzazione verbale è già ovunque intorno a noi nelle relazioni e in noi? Ascoltiamo e ascoltiamoci un pò, spegniamo la tv. Non senti che c’è già la guerra? Non le vedi come sono aspre, combattute e presenti nel nostro quotidiano di relazioni umane, di progetti che uccidiamo per decisioni che non prendiamo?

Il sistema di controllo funziona, tiene tutti sotto scacco e – in attesa del prossimo notiziario – in attesa di vedere “cosa succede dopo” ci alimentiamo quotidianamente di informazioni sanguinolente e micro chirurgiche decisioni di odio dal basso potenziale distruttivo … antipasto in attesa del grande botto, apoteosi dello spettacolo finale. Ti vedo perplesso… dici che sono criptico sul punto? Scusa ma è un tema difficile, per ora fammi il dono della fiducia, più in la magari avrò una lucidità nuova per potermi esprimere anche in modo più chiaro e comprensivo. Ora vado un pò di corsa e ho l’ispirazione che mi bolle in testa.

Stiamo rimuovendo e negando il problema – le guerre fuori e dentro – usando virtuosismi verbali.
Con le parole ci fregano e ci frechiamo, per non parlare dei pensieri e delle fantasie. Stai attento lettore, amico Uomo…me stesso, a quello che ti dicono gli altri ed ugualmente stiamo attenti ancor più alle menzogne che noi stessi ci raccontiamo…al futuro che ci costruiamo spesso guidati da paure e angoscie fissati nel pensiero che nulla possa cambiare… al presente che sacrifichiamo e non valoriziamo appieno…alle decisioni che rimandiamo…a domani…forse…si vedrà.

Uomo, amico mio me stesso, stai in campana. Non usiamo parole che non ci piacciono e non diamo nomi fantasiosi a problemi che vogliono essere visti per poter essere risolti. Il trucco svanisce non è imperituro. Le guerre… le guerre…che siano maledette tutte tra paesi e persone e nella persona. Sono un fatto squisitamente umano … e non seve a nulla il volergli cambiare di nome per mantener viva un attesa spettacolare. Se si combattono militari e se si spara, se muoiono sogni nella persona, quelle si chiamano guerre … ed esse sono già il massimo dell’inasprimento delle capacità distruttive umane….tutto il resto è solo cronaca … che siano bambini che giocano…che siano passeggeri di un aereo…e chi siano giovani studentesse…che sia anche il non riconoscersi la libertà di godere della vita … meritevoli del bene … di essere felici…di avere relazioni gratificanti ecc ecc.

L’attesa per il prossimo evento è solo questione di tempo…lo spettacolo è servito. Tu che fai Uomo, amico mio … me stesso. Prometti almeno che ci rifletti…un poco? Piano piano…il mondo non so se io e te potremo cambiarlo, amico mio, ma se riusciamo a pacificare il nostro cuore con parole autentiche, meno menzogne e bugie colossali … forse non cancelleremo le guerre ma di certo non saremo più passivi spettatori…e faremi ciò che è bene.

A domani amico mio…Uomo.

A domani blogger…amico mio…però ammazza quanto chiacchieri…ma fai bene a farlo…sarà dura che i lettori arrivino a leggerti fino in fondo. Ti auguro ad ogni modo che ci arrivino in molti e che lascino anche un loro commento 🙂 e un saluto all’umanità ed a te. Il processo è difficile ma è  reversibile…nelle potenzialità e nella libertà della persona .

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